Tre rimborsi per spese legali sostenute, per una somma complessiva di 18.500 euro. A beneficiarne, due ex dipendenti comunali e, segnatamente, il geometra Saverio Pinto, già colonna portante dell'Ufficio tecnico, oggi in pensione, e la dottoressa Maria Dettori, dirigente dell'allora Quinta ripartizione, a carico della quale i procedimenti penali erano ben due.
Complessivamente, tre denunce ed altrettante assoluzioni, giunte dopo diversi anni di sofferenze e tradottesì con un rimborso di 6000 euro, per il geometra Pinto, e rispettivamente 6000 e 6.500 euro, per la dottoressa Dettori.
A difenderli, in tutti i casi, l'avvocato Antonio Florio, poiché si trattava di incarichi personali degli indagati, e non dell'ente pubblico, ovviamente in un'epoca ben precedente rispetto alla sua candidatura a sindaco e successiva elezione in consiglio comunale. Infatti i procedimenti risalgono ad un periodo compreso fra 2011 e 2012.
Nel caso del geometra Pinto, la vicenda è quella dei lavori di riqualificazione di piazza Longobardi. A carico del professionista, in quanto progettista e direttore dei lavori, fu ipotizzato di avere volutamente celato e ricoperto i presunti resti della chiesa dell'Annunziata durante i lavori di realizzazione degli alloggiamenti dei nuovi alberi della piazza.
Pinto negò dal primo momento tale circostanza, soprattutto perché ebbe modo di spiegare che gli scavi in corso di realizzazione erano solo in superficie e, tra l'altro, terminavano sul cemento armato della precedente costruzione della piazza, allorquando furono realizzate le pensiline per il mercato del pesce e della frutta.
All'esito del procedimento, le accuse nei confronti del professionista caddero in sede di indagini preliminari e giunse il suo pieno proscioglimento, a seguito del quale soltanto nei giorni scorsi è arrivato l'atteso rimborso delle spese legali.
Per quanto riguarda la dottoressa Dettori, per alcuni anni dirigente della ripartizione cultura, turismo e servizi sociali, si era trovata a dover affrontare due distinti procedimenti.
Il primo era relativo ad una presunta, falsa attestazione in un verbale del 21 dicembre 2011, in cui scriveva che, «per motivi non imputabili alla ditta aggiudicataria, ma alla lungaggine delle procedure amministrative della spesa, alla data odierna l'installazione delle luminarie non è stata ancora ultimata».
La dirigente si riferiva al servizio, aggiudicato il 30 novembre 2011, svolto da una ditta specializzata nella installazione di luminarie: giunse la denuncia di un consigliere comunale, ma, da lì a poco, si sarebbe approdati all'archiviazione, poiché non ricorrevano gli estremi del reato.
Analogamente, per un altro procedimento promosso contro di lei, in questo caso da un altro dirigente del Comune di Trani dell'epoca, Maria Dettori subì il sequestro della documentazione ma, allo stesso modo, vide la sua posizione archiviata senza andare in giudizio: infatti, non sussistevano gli estremi per ritenere che il suo operato avesse procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale in danno della collettività, ed in ogni caso nessun dolo sarebbe potuto essere attribuibile alla professionista.
