«L'avere rimosso la copertura in eternit del Supercinema non significa avere spazzato via tutti i potenziali rischi derivanti dai tetti in amianto presenti in città». Lo pone in risalto Antonio Carrabba, portavoce del comitato dei residenti dell'area del Supercinema, ma anche dell'Associazione esposti amianto e rischi per la salute della Bat.
Pericoli che riaffiorano e si rafforzano soprattutto dopo le recenti perturbazioni, con grandinate che, anche a causa della grandezza e conseguente pesantezza dei chicchi, potrebbero avere deteriorato molte di quelle coperture e, dunque, determinato una dispersione di fibre di amianto nell'atmosfera.
«Riteniamo che la Asl Bt debba eseguire immediatamente verifiche sullo stato di quelle coperture e sui danni provocati recenti dalle grandinate - scrive Carrabba -. Nella nostra provincia sono piovuti chicchi di grandine abbondanti e di dimensioni notevoli che hanno danneggiato colture, parabrezza, vetri e, temiamo, anche tetti».
Quanto, dunque, l'amianto sarebbe resistente a quelle sollecitazioni? «Il problema è noto sin dalla prima metà del secolo scorso - risponde Carrabba -: infatti, una rivista accademica italiana di agricoltura degli anni trenta documentava, con foto, i danni procurati ad un tetto in cemento-amianto di un capannone agricolo spappolato da una grandinata. Ed era una grandinata di “altri tempi”, non come quelle odierne, causate da un clima che mostra le sue variazioni con fenomeni sempre più estremi».
Se così fosse stato, quale sarebbe, allora, lo scenario? «Le precipitazioni dopo le grandinate disperdono al suolo, e di conseguenza, nelle falde le fibre del cemento-amianto danneggiato dalla grandine stessa. L’amianto semina gravi patologie, che si manifestano con grande ma inesorabile latenza, e a farne le spese sono soprattutto le giovani generazioni, che rischiano la precoce insorgenza di tumori alle vie respiratorie».
Da qui l'appello ai sindaci della Bat «affinché facciano eseguire, senza altre perdite di tempo, censimento e mappatura dei siti contaminati da amianto, e predispongano, attraverso apposite ordinanze, un graduale programma di bonifica radicale».

