«Per la padronanza con cui la compagnia ha rappresentato una favola poetica e surreale, per l’eccellente livello di integrazione in un’articolazione scenica ricca e per la capacità di raccontare la possibilità di superare i limiti e annullare le differenze».
Con questa motivazione «I cinque malfatti», scritta e diretta da Giorgia Panetto e messa in scena dalla compagnia Diversamente in danza, di Verona, ha vinto l'11ma edizione del Giullare, conclusasi con la gran serata finale di piazza Duomo.
La giuria, giuria presieduta da Giuseppe Del Curatolo e formata, anche, da Grazia Distaso, Piero Boccuzzi, Pina Tota, Katia Sallustio, Maria Elena Germinario, Giuseppe Francavilla e Nico Aurora, ha dovuto faticare non poco per elaborare un verdetto che andasse oltre le valutazioni numeriche rese serata per serata, ma investisse ogni aspetto di quanto visto durante i sei spettacoli in concorso al «Festival nazionale contro tutte le barriere».
Al secondo posto si è classificata «Il mondo è bello perché è vario», di Anna Mariani e Cristina Crippa, a cura del Teatro dell’elica da Lissone (Monza-Brianza), «per la capacità di rendere l’apparente leggerezza della rappresentazione pregna di crescente significato, offrendo una lettura della realtà tanto aderente quanto deformante, che induce lo spettatore a portar via con sé, a fine serata, interrogativi e riflessioni».
I secondi classificati hanno preceduto di un'incollatura «Il vaso di Pandora», di Ivan Ventura e Maria Erminia Sbiroli, a cura della Lega del filo d'oro di Molfetta, che ha potuto però fregiarsi dell'ambito "Premio emozione", «per avere saputo mettere in scena, con padronanza di mezzi drammaturgici e maturità espressiva, le tematiche della disabilità, dando vita ad uno studio scenico di spessore ed usando la metafora del vaso di Pandora per simboleggiare l’inattesa motivazione di un problema nascosto».
Il premio del pubblico, peraltro quasi un plebiscito, è andato a «La libertà di essere folli», portato in scena dalla compagnia messinese I giovani del Pirandello e diretto da Fabio La Rosa, che ha portato a casa anche il premio per la miglior regia con la seguente motivazione: «Il sapiente segno stilistico di leggerezza, pulizia e rigore con cui il regista firma lo spettacolo ravviva l’intreccio narrativo, evita brillantemente il rischio della monotonia e della staticità e riesce a bucare la quarta parete con efficacia».
Infine il riconoscimento alla migliore scenografia è andato a «Filippo al circo», di Francesca Veragnolo e rappresentato dalla Forum dance, di Arese, perché «la scelta di usare la metafora del circo, riempiendo il palco con provocazioni scenografiche suggestive, essenziali ed originali, offre allo spettatore soluzioni visive efficaci e pregevoli».
E così, dal Veneto alla Sicilia, dalla Lombardia alla Puglia, il Giullare ha più che mai regalato vibrazioni ed emozioni al pubblico che affollato per un'intera settimana il centro Jobel, in via Di Vittorio (con punte di spettatori anche superiori agli 800 in alcune serate) e, soprattutto, la vasta platea di ieri sera, in piazza Duomo, per lo spettacolo finale presentato da Marco e Chicco ed arricchito da un parterre di ospiti di tutto rilievo: Daniele Gaetano, attore comico; Paolo Nicolosi, in arte Pablo, ballerino ospite della trasmissione Ballando con le stelle 2019; Lamberto Giannini, protagonista e co-ideatore del docufilm Up and down; Damiano e Margherita Tercon, rispettivamente cantante lirico e cabarettista, in semifinale all'edizione 2019 di Italia's got talent; Emanuele Misuraca, che ha interpretato Domenico, e la tranese Chiara Pia Aurora, che ha interpretato Sofia, del cast de La compagnia del Cigno, la fortunata serie televisiva di Rai1.
La fiction, così come gli altri ospiti, hanno ricevuto il premio Giullare 2019 per regalare ancora emozioni e volare, più che mai, oltre ogni ostacolo e barriera.



