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Palazzo Telesio, il sarcasmo del proprietario contro il Comune di Trani: «Hanno dichiarato quel roof garden abusivo, ma vi ci organizza ancora manifestazioni»

«Oltre il danno, la beffa: non soltanto quella struttura, che il Comune stesso ha ordinato di rimuovere, è ancora lì, ma l'amministrazione comunale vi ci organizza pure la presentazione di un grande evento come Battiti live».

È questa una delle amare considerazioni del professor Piero Telesio di Toritto,l proprietario dello storico palazzo Telesio nel quale ha sede una struttura ricettiva, e sul cui lastrico solare è montato un roof garden definito, con atti e sentenze della pubblica amministrazione e dell'autorità giudiziaria, abusivo.

La posizione del proprietario del bene è molto dura e si articola nella seguente nota, diffusa agli organi di informazione.

***

Non posso non manifestare i miei sentimenti di sconcerto ed amarezza per quanto sta accadendo in relazione alle opere abusive realizzate sul lastrico solare dello storico “Palazzo Telesio”, sito in Trani alla Piazza Quercia e come noto sottoposto a vincolo monumentale ad opera della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, opere la cui abusività è stata inequivocabilmente accertata sin in occasione di un sopralluogo del lontano 20/11/2015 compiuto congiuntamente da funzionari dell’UTC del Comune di Trani e della stessa Soprintendenza, oltre che confermata in via definitiva dalla Giustizia Amministrativa, giusti i ricorsi della “Excursus Srl” (conduttrice) e della “Turismo & Sviluppo Srl” (società che ivi conduce l’attività alberghiera “Mare Resort & Spa”).

Infatti, dopo che in sede di sopralluogo si ebbe ad accertare “il carattere assolutamente permanente” delle opere solo impropriamente denominate “roof garden” (in luogo che la realizzazione delle autorizzate strutture esili e con teli evanescenti, peraltro da limitarsi a solo quattro mesi all’anno con rimozione ad ogni fine stagione estiva), i competenti Uffici Comunali emisero nel dicembre 2015 un’ordinanza per la rimozione delle stesse e ripristino dello stato originario dei luoghi che, inizialmente sospesa dal Tar, ha ripreso vigore esecutivo a partire dal 28/07/2017 allorquando lo stesso organo di giustizia amministrativa ha respinto i ricorsi delle società interessate.

A nulla sono valse le successive iniziative delle stesse, giacché il Consiglio di Stato il 29/10/2018 ha definitivamente respinto l’appello delle ricorrenti.

Nonostante che i miei legali, Avv.ti Vincenzo Papeo e Claudio Battista, entrambi del Foro di Trani, abbiano intrapreso in tutte le opportuni sedi ogni iniziativa per ottenere la doverosa rimozione di quelle opere abusive (ritenute dallo stesso Ctu della Procura della Repubblica come realizzanti un vero e proprio terzo piano finanche in assenza di una perizia statica che accerti la tenuta del solaio non solo in ragione del peso della struttura stessa, dell’impiantistica e degli arredi, ma anche del notevole affollamento ipotizzabile per l’utilizzo quale ristorante e discoteca, nonché del  forte vento di maestrale che notoriamente interessa la zona), a tutt’oggi nulla è accaduto.

Anzi, incredibilmente, il Comune di Trani (cui recentemente è stata notificata una diffida ad adempiere, anche ai sensi della normativa penale sulla omissione di atti d’ufficio), non solo non provvede agli adempimenti conseguenti alla mancata esecuzione dell’ordinanza di rimozione da parte delle società interessate (adempimenti che comportano finanche l’acquisizione di diritto gratuita dell’opera al patrimonio pubblico) ma finanche, su quell’opera abusiva, organizza eventi, come testimoniato dalla conferenza stampa tenutasi il 13/07/2019 in occasione della presentazione della tappa tranese del “Battiti live”.

Si confida nella competente Magistratura che, a seguito del rigetto del Gip del 17/01/2019 della richiesta di archiviazione del Pm per presunta prescrizione del reato, peraltro ipotizzato dal Ctu della stessa Procura come lottizzazione abusiva in ragione del vincolo culturale riconosciuto a “Palazzo Telesio”, dovrebbe aver definitivamente accertato l’attuale procedibilità penale dell’illecito.

Così come ci si augura venga fatta luce sull’inerzia che a tutt’oggi sembra connotare la condotta dei competenti uffici comunali (che solo recentemente si sono limitati a comunicare la volontà di effettuare un nuovo sopralluogo sul sito) rispetto ad un’ordinanza di rimozione delle opere abusive con ripristino dello stato dei luoghi che, come detto è da considerarsi esecutiva sin dalla sentenza del Tar Puglia del 28/07/2017, ovverosia esattamente risalente a due anni orsono nel corso dei quali al bene culturale in questione non è stata ancora restituita la dignità che gli compete.

Prof.  Piero Telesio di Toritto


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