“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”. È iniziato con il vangelo di Giovanni l’incontro di ieri sera a Santa Geffa con il vescovo della Diocesi, mons. Leonardo D’Ascenzo. Durante la serata, organizzata dall’associazione Xiao Yan ed inserita nel ricco programma del Logos Festival, si è riflettuto sull’uso, proprio ed improprio, delle parole. Spesso usate in maniera superficiale, senza apprezzarne la bellezza e la profondità del loro significato.
Lontani dai logoi della Letteratura e della Filosofia, grandi e bambini abusano o non hanno piena consapevolezza delle parole. «La superficialità dipende dalla non sufficiente conoscenza della bellezza - ha sostenuto il vescovo mons. D’Ascenzo -. Se avessimo maggiore conoscenza di noi stessi e della vita, saremmo più facilitati ad esprimerla. Lo stesso allunaggio di cinquant’anni fa è la metafora della nostra esperienza quotidiana e di quanto sia difficile uscire da noi stessi per andare incontro all’altro. Quello che ci permette di fare questo è il verbo. La parola è il senso di quello che ci fa essere esseri umani e il logos permette di poter vivere questa esperienza che ci appartiene».
Non è mancato da parte del vescovo il commento sull’esperienza appena vissuta durante il cammino di Santiago insieme ai seminaristi della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Come da noi riferito, il vescovo ha percorso alcune tappe del pellegrinaggio che ha come meta la cattedrale di Santiago de Compostela in Galizia: «È stata un’esperienza di logos - ha commentato - perché ci ha permesso di condividere quello che siamo, le nostre fragilità, il nostro essere gruppo, comunità e chiesa. Abbiamo riflettuto su diverse tematiche come il significato del camminare insieme, la fiducia in Dio, in sé e negli altri, il tema della fatica e della sofferenza, perché il dolore è il riconoscimento del limite umano e bisogna saperlo portare e accettare come parte della nostra vita».
L'appuntamento è terminato con il reading/concerto dei Medison Band.
Quella appena conclusa è stata una serata molto intensa e ricca di spunti di riflessione che l’associazione Xiao Yan ha saputo ben inserire all’interno del Festival. Soprattutto perché in una realtà, come quella attuale, dove si è circondati spesso da falsi miti e superficialità, ben vengano momenti di confronto culturale su tematiche che nella quotidianità spesso si svuotano della loro importanza.



