Dopo l'ultimo consiglio comunale, nel quale mi sono ritrovata catapulta, alcune considerazioni mi sorgono spontanee.
Dei dodici punti all’ordine del giorno, la metà sono riferiti al riconosciuto di debito fuori bilancio.
Con specifico riferimento a cinque di essi, gli stessi si riferiscono a citazioni in giudizio dell’ente comunale volte all’ottenimento del risarcimento di danni subiti.
Tralasciando i casi specifici, e preso atto di ogni grado di giudizio in cui convengono, notavo come non emerga alcuna attività di mediazione volta alla soluzione “amichevole” delle controversie.
Nel lontano 2011 in Italia è stato introdotto il sistema di mediazione civile, che affianca appunto il processo civile.
Tempi rapidi, costi certi e ridotti, pongono la mediazione volontaria quale unica e migliore alternativa alle lunghe e costosissime cause in tribunale.
Premesso che la mediazione è qualcosa che tutti noi in maniera naturale facciamo, spontaneo nasce il quesito: l’Ufficio legale e contenzioso dell’ente comunale di Trani si avvale dell’istituto della mediazione per gestire gli svariati atti di citazione che il medesimo riceve, o è prassi procedere ai conferimenti degli incarichi per la difesa in giudizio dell’ente?
Del resto, la stessa attività di mediazione alle casse dell’ente comunale costerebbe decisamente meno rispetto al procedimento in giudizio che, tra risarcimento del danno, spese di giudizio, interessi legali e compensi professionali, rappresentano un ulteriore aggravio.
Anna di Bari (consigliere comunale Florio sindaco)

