«Il prossimo 26 giugno l'apposita commissione collauderà gli alloggi e, a luglio, saranno consegnati». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, rispondendo ad alcuni quesiti posti dai consiglieri nel corso della seduta dell'assemblea elettiva dello scorso 6 giugno e, soprattutto, rassicurando il pubblico presente, in gran parte composto da assegnatari di quegli appartamenti.
Il riferimento è alla palazzina di via Grecia, costruita nell'ambito delle opere pubbliche del contratto di quartiere Sant'Angelo e che, finalmente ultimata, giovedì sarà legittimamente abitata dai 23 assegnatari aventi diritto, all'esito di un doppio bando che s'è dovuto emanare per la definizione dei conduttori.
I tempi non sono stati per nulla brevi, sia per quanto riguarda la realizzazione dell'edificio, sia per quanto riguarda la definizione delle graduatorie, ma quelli annunciati da Bottaro in aula si sono rispettati.
Bottaro ha comunicato l'ennesimo aggiornamento della data di consegna dopo che già erano abbondantemente scaduti i termini fissati da una precedente determinazione dirigenziale che aveva, a sua volta, disposto febbraio 2018 come termine ultimo per la consegna dell'immobile.
Gli ulteriori ritardi si sono dovuti, come detto, alla determinazione della graduatoria finale degli assegnatari, da una parte, ed alla necessità di evitare intrusioni, dall'altra.
La realizzazione dei 23 alloggi fu bandita nel 2010, con un importo a base d'asta di 3.100.000 euro. All'esito della procedura ad evidenza pubblica l'appalto fu aggiudicato alla Ianno costruzioni, di San Marco in Lamis, per un importo di 2.100.000 euro, oltre Iva.
Il contratto veniva registrato l'8 maggio 2014, stabilendo un termine di 478 giorni consecutivi per la realizzazione dei lavori, che si sarebbero dovuti ultimare il 10 settembre 2015.
Il 22 giugno 2016 la figura apicale dell'Ufficio tecnico sottoscriveva con la società un verbale di sospensione dei lavori, con l'obiettivo di procedere ad un aggiornamento tecnologico del progetto esecutivo: nuova data di consegna, disattesa, 24 febbraio 2017. Motivo, la mancata erogazione dei fondi, da parte del ministero, relativamente all'attuazione del programma sperimentale.
Nel frattempo, peraltro, nell'attesa delle graduatorie, paradossalmente si è scelto di non avere più alcuna fretta di completare l'opera. Infatti, l'ultimazione avrebbe esposto l'immobile a potenziali rischi di danneggiamento dei beni per mancata manutenzione, furti, atti vandalici, occupazioni abusive.
E fino ad oggi, sopratutto, per prevenire queste ultime, un appartamento è stato momentaneamente abitato da un custode del cantiere, così da avere un presidio «h24».





