La famiglia che sta occupando la casa del custode della scuola Papa Giovanni XXIII è stata anche ospitata a spese del Comune, e quindi della collettività, in un bed and breakfast per due settimane consecutive, dal 22 maggio al 5 giugno, per una somma di 3.640 euro.
È quanto si scorge in una determinazione dirigenziale della figura apicale dell'Ufficio di piano di zona, Alessandro Attolico, che peraltro aveva disposto anche una proroga di quell'alloggio provvisorio, dal 6 al 9 giugno, per un'altra somma già impegnata di 1750 euro.
Il 6 giugno, però il capofamiglia avrebbe forzato Il secondo cancello di accesso della Papa Giovanni, rotto il muro a protezione dell'ingresso della casa del custode ed occupato quell'edificio pubblico adiacente la scuola chiusa, per pericolo di crollo, dallo scorso 10 marzo.
La famiglia è la stessa che, per due anni aveva occupato la casa natale di Giovanni Bovio e, successivamente, la casa del custode della scuola media Bovio.
Lo sgombero da questa seconda struttura comunale era avvenuto il 22 maggio, e pareva avesse risolto il problema poiché i cinque minori, di cui la famiglia è composta, erano stati affidati al nonno materno.
Invece la permanenza in casa di questi era durata soltanto poche ore, e allora il comune si era visto costretto a trovare una soluzione alternativa.
Nel provvedimento del dirigente si parla di «una famiglia in stato di disagio, incolpevolmente priva di alloggio, con cinque figli minori e dimostrata volontà di recupero sociale».
Il servizio sociale aveva così individuato la ditta Forzaquattro srl, di Trani, ragione sociale di un bed and breakfast che si trova in via Statuti Marittimi, ma anche un ristorante: le due strutture, convenzionate fra loro, per quattordici giorni avrebbero fornito vitto e alloggio alla famiglia per 3.640 euro, Iva inclusa.
Nella determinazione si legge, anche, che «il Servizio sociale professionale si sta attivando per reperire un alloggio consono, tale da consentire alla famiglia di avere una sistemazione definitiva», e che, «nelle more del reperimento di detta sistemazione, è necessario prorogare, almeno fino al 9 giugno, la permanenza della famiglia in questione sia nel bed and breakfast, sia nel ristorante, anche questo situato in via Statuti Marittimi».
A quel punto però lo scenario è cambiato: la famiglia ha lasciato il bed and breakfast.
E siamo, dunque, ad oggi, alla casa del custode della Papa Giovanni XXIII occupata dallo scorso 6 giugno. A distanza di una settimana il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha emanato un'ordinanza di sgombero sottolineando i rischi per l'incolumità dell'intera famiglia, che abita in uno stabile separato sì da quello in cui si sono accertati i pericoli di crollo, ma che, essendo stato costruito nella stessa epoca, è costituito dello stesso materiale e potrebbe presentare analoghi problemi di staticità.
A distanza di un mese dall'ordinanza, firmata il 13 giugno, il rilascio dell'immobile non è avvenuto, né tanto meno ci si è trovati in presenza di uno sgombero coatto.
È certo, però, che la vicenda è in mano a due procure della Repubblica, vale a dire quella di Trani e quella dei minori. Ed il giro di vite, questa volta, potrebbe essere ben più consistente.


