«L'emergenza urgenza richiede sicuramente nuovi investimenti, e pertanto ben venga l'istituzione di una nuova ambulanza nel Presidio territoriale di assistenza di Trani. Ciò si deve realizzare, tuttavia, attraverso procedure trasparenti e non atti legittimi».
È quanto sostengono i presidenti e portavoce di otto soggetti, complessivamente, fra associazioni, operatori emergenza radio e comitato regionale Anpas Puglia, con riferimento alla scelta della Asl Bt, dallo scorso 2 agosto, di dotare il 118 di Trani di una nuova postazione automedica affidandola all'associazione confraternita Misericordia, di Bisceglie.
Il servizio è stato affidato in via temporanea a quel soggetto, nell'attesa di una procedura per l'affidamento pluriennale delle postazioni, e con un canone onnicomprensivo di 34.516 euro.
Nel mirino, la procedura scelta dall’Azienda sanitaria, «poiché in evidente contrapposizione con le disposizioni del nuovo Codice del terzo settore - scrive in una nota Sebastiano Miscioscia, presidfente degli Oer Trani - ed incurante del lavoro di confronto avviato con la medesima Asl, nelle scorse settimane, per giungere ad un modello di gestione del servizio conforme alle attuali disposizioni normative. In particolare, dall’analisi della procedura, si evince che la scelta dell’associazione di Bisceglie sia stata effettuata su espressa indicazione di taluni dirigenti della Asl Bt, senza alcuna preventiva verifica di ulteriori disponibilità sul territorio tranese ed a prescindere da qualsiasi procedura ad evidenza pubblica».
L’intera modalità di aggiudicazione appare, dunque, «incompatibile ed in contrasto rispetto alla disciplina in materia di affidamento convenzionale dei servizi di trasporto sanitario urgente alle associazioni di volontariato - fa notare Domenico Galizia, presidente del Comitato regionale Anpas - che l’assegnazione del servizio deve essere effettuata Nel rispetto dei principi di imparzialità, pubblicità, trasparenza, partecipazione e parità di trattamento, mediante procedure comparative riservate alle associazioni».
Nel merito del rapporto economico fra Asl e assegnatario, le stesse associazioni fanno notare che «nel nuovo Codice del terzo settore questi servizi devono prevedere esclusivamente il rimborso di tutte le spese effettivamente sostenute e documentate. Non è pertanto ipotizzabile proporre, come in passato, un rimborso forfettario onnicomprensivo quale compenso economico del servizio espletato».
Da qui la richiesta alla Asl di annullare in autotutela l’assegnazione della nuova postazione automedica, «poiché del tutto illegittima ed in contrasto con le leggi vigenti in materia, con l’auspicio che l’Azienda sanitaria provveda a stipulare convenzioni pluriennali attraverso procedure di selezione che favoriscano la massima partecipazione e prevedano un’impostazione gestionale compatibile con le attuali norme in materia di terzo settore. Solo in tal modo le associazioni potranno continuare a mettere in campo gli opportuni investimenti, tesi al miglioramento professionale e strumentale del servizio».
