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Trani, segnali abbattuti e dimenticati: i casi delle vie Tasselgardo, Primo Capirro e Duchessa d'Andria

Alla fine di via Tasselgardo, all'intersezione con il lungomare Chiarelli, da tre mesi esatti un impianto di cartelli segnaletici si ritrova riverso in un'aiuola spartitraffico dopo un incidente notturno che vide una vettura fuori controllo abbattere l'intero manufatto.

Era il 19 maggio e si riteneva che, da lì a poche ore, o al massimo pochi giorni, lo stato dei luoghi venisse in qualche modo ripristinato.

È accaduto, invece, che si siano persino effettuate l'aratura e bonifica del terreno, che siano stati innestati nuovi fiori, ma quell'impianto di cartelli abbattuti è ancora lì, nello stesso stato in cui fu lasciato a seguito di quella incidente.

Sui segnali permangono persino i resti della vettura che, evidentemente, gli operatori del verde pubblico hanno ritenuto di non rimuovere perché circostanza non compresa nei loro compiti.

Peraltro, ci sono altre testimonianze di incidenti stradali in cui auto sono finite sulla segnaletica. In particolare, uno si è registrato alcune settimane fa in via Martiri di Palermo, all'intersezione con via Primo Capirro e via Astor Piazzolla: una vettura, nottetempo, sicuramente a causa dell'alta velocità, giunta in curva è finita per la tangente e ha così divelto un impianto pubblicitario di proprietà del Comune di Trani.

Lo stesso si presenta, oggi, totalmente deformato, sradicato dallo spartitraffico e rappresenta un pericolo perché, nella sua instabilità, potrebbe addirittura piombare sul suolo e quindi coinvolgere auto in transito o pedoni di passaggio.

Fa specie che l'impianto pubblicitario sia, appunto, di proprietà comunale: infatti, se si fosse trattato di un castello installato da società private, sicuramente le stesse si sarebbero affannate nel ripristinarlo, pur di non perdere gli introiti derivanti dalle affissioni sulle loro superfici.

Un'altra testimonianza di arredo urbano lasciato nel totale degrado è il sistema di rotatoria fra via Duchessa d'Andria e via Monte d'Alba: qui, e non è la prima volta, i mezzi pesanti vanno ad imbottigliati in una zona complicata dalla strettoia e dal sistema viario e, nel fare manovra, urtano segnali e, con il loro peso, distruggono i rondò.

Anche in questo caso tutto quanto è lì da mesi, mai rimosso, nell'attesa di lavori che non si sa neanche se, e quando, verranno realizzati.

Anche il palo che sostiene uno dei semafori è inclinato e meriterebbe un'ispezione da parte di Amet, per verificarne la stabilità.


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