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Litorale tranese, Legambiente alla commissione ambiente: «Serve un serio piano coste»

La diffusione di notizie vere ma manipolate si rivela la più pericolosa tra le “fake news” in quanto evidente risulta l’effetto potenzialmente devastante laddove l’alterazione parziale diviene più subdola della bufala totale. Legambiente Trani ha inteso sempre precisare come le analisi di Goletta Verde alla foce del canale Boccadoro abbiano riguardato un’area di per sè intrinsecamente non balneabile in quanto effettuate a tre metri dal canale di fuoriuscita delle acque ove risulta buona norma evitare la balneazione.

In tal senso a differenza di quanto sostenuto, con titoli altisonanti, Legambiente Trani non ha mai smentito le recenti analisi di Goletta Verde cui ha espressamente chiesto di effettuare rilievi al fine di verificare se fenomeni inquinati potessero compromettere l’equilibrio naturalistico della vasca e foce di Boccadoro. Con un comunicato dello scorso 17 luglio 2019, che si richiama integralmente, Legambiente ha precisato come permanendo la balneabilità per le aree monitorate dell’Arpa il rilevato dato dell’inquinamento da enterococchi diviene un essenziale punto di partenza per comprendere quali possano essere i fenomeni, se pur estemporanei o episodici che minacciano lo stato di salute della foce del canale Boccadoro.

Già lo scorso anno all’esito di anomalie registrate, sempre da Goletta Verde, da parte di Legambiente Trani si era stimolata l’Amministrazione ad una maggiore attenzione ai fenomeni di inquinamento costiero ed abusivismo sul litorale. Piuttosto che una ennesima seduta della commissione consiliare sull’ambiente, ormai superflua per le intervenute precisazioni già pubblicate, un “attento amministratore” avrebbe potuto impiegare risorse economiche destinate ai pur legittimi gettoni di presenza per supportare l’attività di analisi delle acque invece autofinanziata da associazioni come Delfino Blu e Legambiente che stanno cercando di restituire alla pubblica fruibilità ed alla natura tratti di costa da decenni in stato di degrado ed abbandono.

Stigmatizzando la manipolazione delle informazioni al fine di ottenere una maggiore visibilità Legambiente ribadisce come sia fondamentale il rispetto delle regole. In tal senso se da una parte ben vengano interventi di bonifica e riqualificazione prossimi al litorale o la realizzazione di strutture e servizi su spiagge libere, il tutto deve, però, intervenire con modalità regolamentate e nel rispetto di un condiviso ed adottato piano coste onde evitare illegittime o eccessive privatizzazioni del bene pubblico.

Il passaggio “da una gestione amministrativa, ad un approccio ecologicamente sostenibile”, sancito nella legge regionale pugliese dall’allora Assessore Regionale al Demanio, Guglielmo Minervini, impone che la Pubblica Amministrazione si riappropri dei propri compiti di programmazione, che non possono prescindere da un propedeutico patrimonio di conoscenze e competenze, essenziali ad una corretta pianificazione del territorio affinché il piano delle coste fotografi puntualmente le attuali e future potenzialità del litorale come da lustri sta facendo Legambiente nel tracciare viabilità di percorrenza ed accesso alla costa sulla base di criteri incrociati di sensibilità e criticità ambientale e non certo al fine di operare una prevenuta preclusione all'uso del territorio, ma per la gestione corretta di un bene tanto pregiato quanto vulnerabile. Compito del “buon amministratore” è anche quello di “apprendere come informarsi” e quindi acquisire competenze idonee alle vicende di cui si occupa e non invece rischiare di disinformare la collettività.

Legambiente invita i componenti della commissione ambiente a prodigarsi affinché venga adottato un serio piano coste ed ad impegnarsi in concrete ed immediate attività di verifica del rispetto delle norme dettate a tutela e sull’uso della costa ed in particolare della disciplina degli accessi a mare come prevista dalla Legge Regionale n° 17 del 2015 laddove numerose risultano le segnalazioni pervenute a Legambiente Trani non solo quanto a negati vecchi accessi a mare sulla costa Sud quanto a nuove interdizioni anche sulla costa Nord ove si lamenta la scomparsa di sentieri e viabilità verso il mare. Una maggiore e generalizzata attenzione alle risorse naturali e collettive adeguatamente comunicata anche all’iniziativa privata eviterebbe interventi della magistratura e degli organi giudiziari in sostituzione di una omessa vigilanza e di una preventiva quanto opportuna concertazione.

 

Legambiente Trani
Pierluigi Colangelo

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