«Perché ci abbiamo messo tanto? Perché prima lo strumento giuridico del noleggio non era così affidabile come si è rivelato oggi e, soprattutto, troppe erano ancora le incertezze sul fatto se Amet avesse potuto, o meno, continuare a svolgere il servizio in house della sosta a pagamento. La questione dobbiamo ancora dirimerla, ma almeno abbiamo potuto fare emanare la gara attraverso la quale, per almeno 17 mesi, avremo 20 parcometri, tutti di ultima generazione, finalmente a disposizione dell'utenza».
Così il sindaco Amedeo Bottaro introducendo la presentazione del nuovo sistema di pagamento della sosta. Al suo fianco il presidente di Amet Spa, Francesco De Marinis, l'Amministratore delegato, Giuseppe Paolillo, ed il componente del Consiglio di amministrazione Serena Cannone.
I parcometri vanno finalmente ad inserirsi nel tassello mancante fra grattini e applicazioni da smartphone. Gli attuali 20 coprono per il momento buona parte del fabbisogno cittadino, sebbene il numero previsto totale sia 43.
Per il momento si fa di necessità virtù con i tre del lungomare che, alla fine della stagione estiva (quando si interromperà la sosta a pagamento in quelle aree), saranno spostati in zone centrali andando ad arricchire la dotazione nel centro urbano.
La tolleranza per l'automobilista sarà di 5 minuti dal parcheggio: in quel tempo dovrà raggiungere il parcometro, farsi rilasciare lo scontrino a seguito del pagamento e posizionarlo visibilmente in auto.
In quel breve lasso di tempo l'eventuale controllo da parte dell'ausiliario del traffico determinerà il rilascio di un avviso di cortesia. Al termine dei 5 minuti di tolleranza ci sarà, invece l'effettiva sanzione.
Intanto ieri sera, in sole 6 ore dalle 18 alle 24, Amet ha incassato 743 euro, segno del fatto che i parcometri erano attesi e sono anche graditi.
Fra le innovazioni più importanti di questo tipo di dispositivo, realizzato da Siemens e che si chiama «Pecuni 7», fornito dalla Input, di Genova, la possibilità di prolungare la sosta anche da una colonnina ben distante rispetto al luogo in cui si è parcheggiata la vettura.
Questo grazie al fatto che tutti i parcometri sono collegati tra loro, attraverso un database collegato con la sede dell'azienda, e che permette pertanto, grazie al fatto di avere immesso il numero di targa del veicolo (circostanza obbligatoria) di continuare a pagare la sosta anche da remoto.
Tempi e modi del parcheggio a pagamento restano gli stessi, mentre i controlli saranno più serrati grazie al fatto che gli ausiliari del traffico sono, adesso, dotati di un'auto aziendale con la quale spostarsi più facilmente da una zona all'altra. Agli stessi ausiliari il compito del cosiddetto «scassettamento» delle colonnine.
Le stesse, a breve, saranno coperte da vetrofanie che indichino in maniera chiara le applicazioni con cui pagare la sosta attraverso lo smartphone, in modo da integrare sempre meglio le tre modalità di pagamento del servizio.












