«Accerchiata ormai dalla periferia della città, resiste come un baluardo del passato». Così, nel 2000, scriveva l'architetto Francesca Onesti nel volume intitolato «La campagna di Trani», edito Crsec della Regione Puglia, con riferimento a Villa Maggi, la cui scheda è all'interno del volume della professionista, corredata da una bella foto del fronte principale dell'edificio.
«L'immobile, a pianta quadrata con tre aperture per lato - illustra Onesti -, giardino informale sul davanti ed agrumeto su retro, ha un ingresso segnato dal grande portone, sovrastato da una bella finestra tripartita, composta da un'apertura con arco a tutto sesto centrale e due rettangoli che la affiancano. I prospetti hanno basamento in pietra ed alzato in tufo scialbato, con pittura rossiccia. Interessante il cornicione di coronamento, che si alza sulla parte centrale a mo' di frontone. Lo stato di conservazione dell'immobile - giudicava all'epoca l'architetto - è abbastanza buono».
La professionista, fa anche notare che, nel prospetto principale dell'edificio, «era presente una finestra "a Serliana", come i celebri esempi del Corridoio vasariano, a Firenze, e Basilica palladiana, a Vicenza».
