Serve un segno di continuità nella lotta di civiltà rappresentata dalla bonifica del territorio provinciale dall’amianto. A maggior ragione dopo la lunga e tormentata vicenda della radicale eliminazione dal cemento amianto che costituiva, dal lontano 1936, la copertura del Supercinema di Trani.
E così Antonio Carrabba, portavoce Bat dell’Associazione esposti amianto e rischi per la salute, e Nicola Ulisse, responsabile della sede di Trani del Codacons, hanno avviato una campagna di sensibilizzazione del territorio scrivendo ai sindaci dei comuni della Bat, ai comandanti delle polizie locali ed al responsabile del Dipartimento prevenzione della Asl Bt.
Obiettivo di entrambi, «pervenire rapidamente alla rimozione dell’amianto depositato abusivamente in siti a cielo aperto, per sollecitare il censimento e mappatura dei siti contaminati e avviare interventi di bonifica attraverso apposite ordinanze sindacali e, ove non ottemperate, esecuzioni in danno dei proprietari».
I promotori della campagna rilevano come, dopo ben oltre 27 anni dall’entrata in vigore della legge 257/92, che lo dichiarò fuori legge, «la presenza nelle nostre città di manufatti in cemento amianto nelle diverse forme di utilizzo (coperture, canne fumarie, canali di scolo, tubature, ecc.) è ancora eccessiva e ancora più degradata ove non sottoposta, come quasi sempre avviene, ai trattamenti obbligatori di manutenzione».
Quest’ultima circostanza costituisce, a detta di Carrabba e Ulisse, «elemento di maggiore pericolo, a causa della vetustà dei manufatti, per la salute dei cittadini esposti al rilascio di fibre anche per effetto dei fenomeni atmosferici (pioggia, grandine, vento, sbalzi termici) che i cambiamenti climatici caratterizzano in forme sempre più estreme».
I firmatari della richiesta ricordano che il Decreto ministeriale del 1994 e l'ultimo Piano regionale amianto, del 2015, ne hanno disciplinato bonifiche e smaltimento. Le due associazioni manifestano così, agli enti interessati, «la totale disponibilità alla collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati».
Peraltro, in assenza di concrete iniziative, non escludono il proposito di interessare del caso l’autorità giudiziaria. A tal fine, lo scorso 16 agosto, responsabili locali delle due associazioni hanno inviato un’apposita ai comuni della Bat ricevendo, finora, riscontri dalle sole Barletta e Margherita di Savoia.

