Per evitare o attenuare i rischi da vulnerabilità sismica degli edifici comunali, definiti «strategici» o «rilevanti», la giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo che conferma la previsione di un doppio impegno di spesa: il primo, di 270.000 euro, è da destinare all'affidamento di servizi di ingegneria e architettura per verifiche su edifici scolastici; il secondo, di 115.000 euro, per analoghi studi su strutture strategiche.
Secondo quanto illustra il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, il Comune di Trani è dotato di due edifici di carattere strategico (Palazzo di città e Comando di polizia locale), tre opere infrastrutturali di carattere strategico (sovrappassi ferroviari di via Istria, viale Spagna e via Papa Giovanni XXIII).
Quanto agli edifici di carattere rilevante, in questo caso si fa riferimento a tutti i plessi scolastici, di ogni ordine e grado, con annesse palestre e alloggi custode. Insieme con questi vengono inclusi biblioteca comunale, centri anziani (Villa Guastamacchia e Vittorio Emanuele II, quest'ultimo inutilizzato), Monastero di Colonna; aula consiliare di Palazzo Palmieri, stadio, PalaAssi, PalaFerrante, campo sportivo Giovanni Bovio, ex biblioteca comunale presso Palazzo Vischi (non utilizzata) ed i palazzi Torres, Candido e Gadaleta, tutti adibiti a sede di uffici giudiziari.
Per quello che concerne le infrastrutture di carattere rilevante, in questa categoria il dirigente inquadra le viabilità comunali, piazze, giardini ed il cimitero comunale.
«L'avvio della prima attività - si legge nel provvedimento - si è di fatto concretizzata con l'affidamento, a dicembre 2018, dell'incarico di verifica della sicurezza della scuola materna e primaria Papa Giovanni XXIII, seguita dalla programmazione tecnica ed economica stabilita dal Programma biennale delle forniture e servizi, adottato dalla giunta e poi approvato dal consiglio comunale». E proprio l'assemblea ha definito le previsioni di stanziamento precedentemente citate.
Sempre citando la relazione del dirigente, «gli edifici che possono presentare le maggiori criticità, nella risposta alle azioni verticali ed al sisma, sono quelli realizzati in conglomerato cementizio armato fino agli anni '70, a causa delle modalità costruttive tipiche dell'epoca con il confezionamento del calcestruzzo in cantiere e sulla base dei dati rilevabili dalla letteratura scientifica in materia».
Tale circostanza, come è noto, ha avuto conferma proprio a seguito delle indagini svolte presso la scuola Papa Giovanni XXIII, che hanno portato alla chiusura precauzionale dell'edificio scolastico ed una relazione che ha pienamente confermato le criticità dell'edificio, confortando la scelta di chiuderlo.
«Per tali motivi - concordano dirigente e giunta - si propone di utilizzare le risorse disponibili nella programmazione comunale per le verifiche della sicurezza nel palazzo di città e negli edifici utilizzabili dal comando di Polizia locale, ma, soprattutto, per gli edifici scolastici, in ordine di priorità, sulla base delle considerazioni precedentemente esposte».
La scaletta delle priorità, quindi, diventa la seguente: Baldassarre; Petronelli; Beltrani; Bovio; Cezza; Rocca; D'Annunzio; De Amicis; Collodi; Dell'Olio; Montessori; Pertini; Madre Teresa di Calcutta; Fabiano.
L'esecutivo propone, inoltre, di utilizzare parte delle risorse per la scuola De Bello, attualmente non utilizzata, «attuando la prima fase diagnostica sui calcestruzzi strutturali dell'immobile per valutare la concreta fattibilità dell' utilizzo, in tempi brevi, dell'edificio. Questo gioverebbe anche nell'ottica della rotazione della popolazione scolastica di altri istituti, temporaneamente non agibili per lavori o indagini strutturali in corso».
Quanto alla Papa Giovanni XXIII, si vuole procedere con il primo step progettuale, vale a dire «la fattibilità tecnica ed economica dell'adeguamento delle strutture portanti in cemento armato, per valutare gli interventi necessari per ripristinare l'uso della scuola stessa». L'obiettivo è «conoscere la tipologia ed il costo dell'intervento. e confrontarlo con il costo relativo in caso di demolizione e ricostruzione completa del plesso».



