Sono stati eseguiti dalla Trani scavi srl, per 36.000 euro, Iva inclusa, i lavori di manutenzione agli impianti della darsena comunale, disposti dal dirigente dell’Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, su indirizzo dlel'assessore al ramo, Domenico Briguglio.
Sulla piattaforma telematica Mepa è stato effettuato un sorteggio tra le imprese con sede a Bari e nella Bat iscritte nela categoria “Opere marittime e lavori di dragaggio”: Capobianco srl, di Putignano; Cme Srls, Bitonto; Engineering Planning Construction Srl, di Monopoli; Global Company Srls, di Trinitapoli; Impresa Edile Stradale geom. S. Turco, di Bari; Impresa Nicola Daloiso Srl, di Margherita di Savoia; Kos Srl, di Andria; Masellis S.u.r.l., di Sannicandro di Bari; SVS Srl, di Modugno, e l’aggiudicataria Trani Scavi Srl, di Trani. La Trani scavi ha inviato anche un plico di risposta alla procedura negoziata di invito dell’Ente.
Sul fronte del dragaggio, intanto, è sempre pendente un progetto di quasi 13 milioni di euro, con il quale Trani si era candidata ad un finanziamento nell'ambito degli interventi a valere sul Programma operativo regionale 2014-2020 su «Sistemi di trasporto ed infrastrutture di rete per la competitività del sistema portuale ed interportuale».
Il Comune aveva inteso aderire all'avviso di manifestazione di interesse, proposto dalla Regione Puglia il 31 marzo 2017, con l'obiettivo primario del dragaggio del porto, soprattutto tenendo conto del fatto che l'ultimo intervento di questo tipo avvenne nel 1991, oltre un dragaggio del solo avamporto nel 2000.
La Giunta regionale ha previsto interventi per 48 milioni di euro e Trani, nella sua scheda di adesione alla manifestazione di interesse, punta a prendersene fino a 13. A quella somma si giunge considerando non soltanto il dragaggio del porto, la cui spesa è prevista in 3 milioni. Infatti, vi sono anche la ristrutturazione e potenziamento dell'impiantistica portuale, con sostituzione e integrazione dei pontili galleggianti, per la quale sono previsti altri 3 milioni, e l'integrazione di opere foranee di protezione, che richiederebbero 5 milioni.
