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Premio nazionale Giovanni Bovio, perché una sezione dedicata a Romy Dell’Omo? La spiegazione di Filippo Ungaro

Quali le motivazioni, nel contesto del “Premio Nazionale Giovanni Bovio”, di una sezione speciale della poesia a tema libero, istituita, già dal passato anno, in memoria della signora Romy Dell’Omo? Questo potrebbe essere l’interrogativo, giusto e legittimo, di quanti seguono nell’intero stivale l’attività culturale, feconda e continua, dell’associazione tranese “Progetto Bovio”, ormai al suo quarto e positivo anno di vita.

I “perché” sono tutti riferibili alla genuina e leggiadra figura di Romy, originaria del verde e vicino Molise, ma, anche tranese per adozione, poiché per molti anni è vissuta in questa città, insieme a me, che ora scrivo queste brevi note in sua luminosa memoria. 

Romy fu una creatura di estrema sensibilità, mite e dolce con tutti, aperta ai valori ed ai sentimenti più belli della vita; deceduta, da poco e prematuramente, per un avverso male, ha lasciato un soave ricordo di sé, vivo ed amabile in tutti coloro che l’hanno conosciuta ed apprezzata per le virtù adamantine, che possedeva ampiamente. Maestra nella scuola materna “San Nicola di Bari” del comune di Macchiagodena, “Perla fascinosa del Massiccio del superbo Matese, si trasferì in Trani, “Perla dell’Adriatico”, ove visse serenamente con me, rinunciando all’insegnamento, per riservarmi tutte le sue attenzioni e la costante sollecitudine nell’essermi compagna fedele nella nostra vita in comune.

Vennero, di poi, tempi recenti e bui, durante i quali, pur lottando strenuamente contro il male che la ghermì impietosamente, finì con il soccombere, con silente e dignitosa rassegnazione, addormentandosi tra i “suoi Angeli” nella pace dell’Eterno. Gentile ed affabile verso il prossimo, caritatevole e generosa verso i bisognosi, Romy seppe conquistarsi naturalmente, con il suo tipico sorriso di bontà, l’ammirazione e la simpatia di tutti, tanto in Trani, quanto nel suo grazioso e nativo paesino molisano, dove spesso ritornava con me, per respirare l’aria dei freschi monti e rivedere, al contempo, la sua storica ed avita casa, ove visse gli anni migliori dell’adolescenza, vezzeggiata dall’amore dei suoi familiari, che tanto l’amarono, ricoprendola di mille attenzioni.

Penso che il relazionare il suo indimenticabile ricordo con la poesia, che, di sua natura, è sorgente eterna di autentici ed intramontabili ideali e sentimenti, sia un modo eccellente per onorarne la vita, in quanto Romy seppe personificare, con la naturalezza e semplicità del suo costume di vita, quei valori di solidarietà e fraternità, profondamente avvertiti da lei nell’animo, i quali furono tipici della vita del “genio” Giovanni Bovio, splendido “atleta” della vitalità e della libertà dello spirito, base fondamentale per l’elaborazione del suo pensiero universale.

A questi intenti precisi si è, pertanto, ispirata la benemerita associazione tranese “Progetto Bovio”, dedicando a Romy una sezione speciale della poesia a tema libero nel contesto del “Premio Nazionale Giovanni Bovio”, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, con grande successo e diffusione nelle diverse Regioni d’Italia.

Per la cronaca, è risultata vincitrice tra i vari e numerosi concorrenti della sezione speciale, dedicata a Romy Dell’Omo, la signora Maria Curci, residente in Sansevero, (FG), ma nativa di Trani, la quale ha scritto una stupenda poesia, intitolata “Amico silenzio”, della quale mi onoro di riportare i seguenti versi: “Non ti vedo silenzio, non ti tocco, / ma ti sento, ti avverto a me d’intorno, / mi avvolgi ed avvinci; / quando son sola, / alimenti pensieri / che a volte mi sostengono, / nei ginepri della vita / e a volte mi proiettano in altre dimensioni; / non m’incupisci, sai, / ma il grigiore che mi circonda / dipani come vento le nubi. / In te appago ogni mio utopico desìo, / traslando sentimenti, stati d’animo / in espressioni d’arte; / negli spazi della solitudine / sei tu, un amico: / mi fai compagnia” (Ins. Maria Curci).

Questa lirica, magia stupenda dell’arte poetica, ha il pregio di rievocare doti e temperamento di Romy Dell’Omo, che la signora Maria Curci non conosceva. Evidentemente, la poesia, quando è libera, non teme ostacoli di qualsiasi genere, ma vive in un suo mondo, bello e fantastico, capace, a guisa delle “illusioni” foscoliane, di vincere lo scorrere del tempo, garantendo l’eternità del ricordo a chi non è più.

In tale prospettiva, mi è gradito riportare il giudizio critico, da me elaborato e condiviso dall’associazione, su “Amico silenzio”: Fonte di vibrazioni interiori si rivela il silenzio, che permette di annullare la solitudine e si proietta nello sfondo di altre dimensioni del vivere. Come tale, esso è “amico” e si trasforma in sorgente d’ispirazione artistica. La lirica è originale nel contenuto e fluida nel linguaggio”.

Grazie, signora Maria, per questo prodotto d’alto spessore riflessivo e poetico, conforme alle intenzioni ed alle finalità della sezione speciale del Premio Bovio”.


Filippo Ungaro


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