L’imprenditoria private Tranese, questa estate ha messo le fondamenta per una rinascita a lungo termine, hanno lavorato un po' tutti, le attività esistenti della zona porto e le nuove attività del versante opposto “VillaAscosa”, “Pescaria” e il chioschetto del lido Mongelli, le attività già esistenti “Salto dell’Acciuga”, “Versante Est”, “Casal dei Pazzi”, Capo Colonna”, “Tamarindo”, “BarBayanne”, la litoranea tutta da levante a ponente, questa estate pullulava di bella gente.
Ma ora che l’ estate sta finendo, cosa ne sarà ? Trani è semi deserta, le attività stagionali già risentono dello spopolamento turistico, e le altre ?
Un manifesto 6 x 3 nella vetrina di un negozio, in pieno centro con su scritto “Svendita Totale per cessazione Attività”, mi riporta alla realtà.
Una realtà che in molti fanno finta di non vedere, ma che non possiamo tralasciare.
Dopo il terzo settore calzaturiero e lapideo, abbandonato e passato nel dimenticatoio da anni, anche le attività commerciali in pieno centro cominciano a mostrare le prime avvisaglie di uno scenario preoccupante, dove basta fare due chiacchere con gli imprenditori per comprendere lo stato di preoccupazione e l’ amarezza che traspare per un senso di abbandono dell’ amministrazione cittadina.
Va dato atto all’operato dell’ Assessore ai lavori pubblici Briguglio, il quale sta attuando una politica sul campo e non di poltrona, quella mala politica di attaccamento alla poltrona e al solo stipendio “comunale”, di alcuni consiglieri e assessori che già stanno pensando e tramando al come rimanerci per i prossimi cinque anni.
Il commercio è uno dei principali motori dell’ economia tranese, l’ amministrazione dovrebbe cominciare a preoccuparsi seriamente, sono necessarie manovre di rilancio e sostenibilità, ma a pochi tutto questo interessa e pochi riescono ad avere una visione ad ampio spettro.
Non basta pensare ad una programmazione esclusivamente “stagionale” o legata alle “festività”, che tra l’ altro non coinvolgono l’ intera città, ma sempre le solite zone, penalizzando inevitabilmente le altre.
È stato proposto un progetto, “La città della domenica”, ideato da Roberto Gargiuolo, Vittorio Zitoli, Crispino Curci, che nessuno ha preso in considerazione, un progetto che coinvolgeva tutte le fasce d’età, l’intera comunità cittadina che coinvolgeva l’intero territorio tranese.
È necessaria una visione d’“azione”, che inevitabilmente solo menti commerciali imprenditoriali possono avere, una macchina amministrativa con una visione aziendale con a capo un imprenditore che sappia vedere la “cosa pubblica” come una azienda.
Anna di Bari (consigliere comunale)

