«La riforma Madia ha determinato un disastroso taglio di agenti - dichiara senza peli sulla lingua il neo provveditore regionale Giuseppe Martone -, ma pian piano si sta risalendo la corrente con nuovi innesti negli organici che non riusciranno certamente a sanare il deficit ma, quanto meno, renderanno meno difficoltoso il lavoro che la Polizia penitenziaria porta avanti egregiamente da oltre due secoli».
Questi, ed altri, i principali temi di cui si è parlato ieri mattina, presso la biblioteca comunale Giovanni Bovio, in occasione della festa dei 202 anni dall'istituzione del Corpo della polizia penitenziaria, che ha visto i principali esponenti del territorio di questo glorioso presidio delle forze dell'ordine, nonché i rappresentanti delle istituzioni della provincia, ritrovarsi nella sala Benedetto Ronchi non solo per celebrare il Corpo, ma anche confrontarsi su uno scenario che resta complicato.
«I risultati della nostra attività durante l'ultimo anno sono stati più che confortanti - fa notare il comandante di reparto di Trani, Vincenzo Paccione -, a dispetto di un decremento di oltre 100 unità di polizia penitenziaria nei nostri istituti penali. Il calo, come ha spiegato il provveditore, è avvenuto a causa di quella riorganizzazione a livello nazionale, ma l'amministrazione penitenziaria saprà adeguatamente affrontare il problema e sostenere l'inversione di marcia».















