Gargnano, Lago di Garda, 14 settembre 2019. Luogo e data che resteranno memorabili nella carriera sportiva del velista tranese Valerio Galati, che da poco ha compiuto 26 anni e, adesso, può finalmente cucirsi al petto un tricolore.
Infatti, insieme con Simone Ferrarese, 31 anni, ha vinto il campionato italiano di vela 49er nel weekend appena trascorso, portando così la Lega Navale di Trani, per la quale è tesserato e dalla quale è sostenuto, insieme con il Circolo della vela di Bari, cui è legato invece Ferrarese, sul gradino più alto del podio e tornando in città con il vero e proprio scudetto della vela, essendo il 49er disciplina olimpica.
Ferrarese e Galati, che da anni gareggiano in Italia e all'estero, si sono preparati a lungo per una manifestazione nella quale non partivano come favoriti assoluti, ma erano accreditati insieme, con altri della vittoria finale.
Per raggiungerla, però, hanno dovuto superare ben dodici prove articolate in quattro giorni, alcune delle quali non particolarmente loro congeniali, poiché si è regatato pressoché in assenza di vento.
Ma in quelle in cui Eolo ha soffiato, ed anche forte, il binomio pugliese ha inflitto distacchi importanti agli avversari e così, alla conclusione della dodicesima prova, la classifica finale ha premiato l'equipaggio pugliese, che ha preceduto quelli della Marina militare e della Fraglia vela, di Malcesine.
«Ci tenevamo tanto a questo titolo - fa sapere Galati - per il quale abbiamo duramente lavorato dallo scorso gennaio, tra allenamenti e gare. Adesso ci prendiamo una breve vacanza e poi riprenderemo ad allenarci a Bari, fino alla partenza per la Nuova Zelanda il prossimo 10 novembre».
Infatti in Oceania, ad Auckland, il prossimo 3 dicembre, inizia il campionato del mondo cui parteciperanno tutti i campioni nazionali e che rappresenterà l'occasione in cui ci si potrà qualificare per le Olimpiadi del prossimo anno.
Nelle stesse acque Galati, nel 2011, aveva regatato con un equipaggio tutto tranese in una storica spedizione della Lega navale di allora: «Non vincemmo, ma lì ho lasciato il cuore e spero che la Nuova Zelanda ci porti bene e ci gonfi ancora le vele».



