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Via Grecia, inaugurato e aperto il nuovo asilo. Il sindaco di Trani: «Ma non abbiamo dimenticato la Papa Giovanni»

«Siamo felici di inaugurare in questo quartiere una nuova scuola, peraltro materna, e lo facciamo come piace a noi, aprendo e facendola subito vivere ai nostri bambini».

Così il sindaco, Amedeo Bottaro, commentando il primo giorno di scuola nella nuova materna di via Grecia, che ospita i bambini di quella sezione del terzo circolo didattico D'Annunzio e, in particolare, della scuola Papa Giovanni XXIII, chiusa dallo scorso 10 marzo per pericolo di crollo.

La struttura aperta ieri mattina fu realizzata, sebbene concepito come asilo nido, nell'ambito delle opere pubbliche del contratto di quartiere Sant'Angelo, su progetto dell'architetto Michele Sgobba, lo stesso dei non distanti 23 alloggi per utenze differenziate, consegnati lo scorso agosto, e ad un passo dal parco dei Cinque sensi, i cui lavori partiranno a breve dopo l'aggiudicazione definitiva alla Tecno engineering, di Andria.

L'asilo va ad inserirsi fra la sede della scuola elementare Antonio Cezza, del secondo circolo didattico Petronelli, ed quella del Liceo scientifico Valdemaro Vecchi. Neanche a farlo apposta, il neo dirigente scolastico è la professoressa Angela Tannoia, che dal punto di vista geografico ha dovuto solo spostarsi di qualche metro, provenendo proprio dal Vecchi.

Il nuovo asilo, che ancora non ha un nome, nel frattempo ha un'anima ospitando cento bambini: «Sicuramente abbiamo fatto una lotta contro il tempo per aprire in tempo per l'inizio dell'anno scolastico - ammette Bottaro -, ma ci siamo riusciti grazie all'Ufficio tecnico, la Asl, il personale stesso della scuola».

La chiusura della Papa Giovanni XXIII ha permesso, dunque, di aprire una nuova e pregevole struttura, circostanza per la quale tutti ieri erano felici non dimenticando, però, che la casa madre è chiusa da ormai sei mesi: «Ma noi non abbiamo dimenticato la Papa Giovanni - chiarisce Bottaro - e avere aperto questo asilo non significa che quella scuola rimarrà chiusa per sempre. Infatti, stiamo già lavorando, parallelamente, per riportarla in vita o con una ristrutturazione integrale o, qualora necessario, una demolizione e ricostruzione. Nel frattempo, però, abbiamo collocato i bambini in un asilo che non esiterei a definire, oggi, come il più bello della città».

Sempre ieri mattina gli alunni della scuola primaria Papa Giovanni XXIII sono entrati per la prima volta nel plesso di via Stendardi delle suore Ventura, che fino allo scorso anno scolastico aveva ospitato il Liceo delle scienze umane: qui Comune di Trani ha dovuto sottoscrivere un contratto di locazione con la congregazione religiosa per 90.000 annui.

Peraltro, grazie al fatto che, con l'uscita delle classi di scuola primaria dall'istituto San Paolo, il Comune di Trani ha risparmiato 70.000 euro nell'altro contratto con le suore angeliche di corso De Gasperi, il saldo negativo è di soli 20.000 euro, per altro frutto di una emergenza strutturale e non di disinvolte scelte politiche.

Nessun riferimento, invece, alla possibilità di riaprire, sempre a beneficio della Papa Giovanni XXIII, il dirimpettaio plesso De Bello che ospitava la scuola media Orazio Palumbo.

La struttura, che nel 2015 pareva in predicato di ospitare alcune sezioni degli Uffici giudiziari dovrà a sua volta essere scrupolosamente analizzata per valutarne la tenuta statica e poi potrebbe essere destinata ad ospitare, a rotazione, popolazioni scolastiche di edifici nei quali l'amministrazione comunale ha in animo di procedere a scrupolose verifiche antisismiche, determinando di volta in volta trasferimenti proprio al De Bello.


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