Rischierebbe fino a 20 anni di reclusione l'ex Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Trani, Michele Nardi, rinviato a giudizio dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine che ha disposto la proroga della detenzione del collega a Matera, per altri sei mesi, e fissato l'inizio del processo a carico suo, e di altri imputati, per il prossimo 4 novembre.
Nardi viene ritenuto capo, promotore ed organizzatore di un'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, oltre che di vari episodi di concussione, millantato credito, minacce, calunnia, falsa testimonianza, falso ideologico e materiale.
Condotte che, secondo quanto riporta oggi La Gazzetta del Mezzogiorno, gli avrebbero fruttato soldi e favori da parte dell'imprenditore coratino Flavio D'Introno, che nel procedimento sarà parte offesa, e che potrebbero costare, essendo ben undici i capi d'imputazione a suo carico, una pesante condanna nei confronti dell'ex Gip di Trani.
Per l'altro giudice arrestato lo scorso gennaio insieme con lui, Antonio Savasta, che nel frattempo ha collaborato con gli inquirenti e lasciato la magistratura, la pena potrebbe essere nella misura di un terzo, proprio in considerazione delle attenuanti legate alla collaborazione, pur restando precise le accuse a suo carico, in quanto anche egli è ritenuto parte attiva dell'associazione per delinquere.
Rinviati a giudizio anche l'ispettore di polizia, Vincenzo Di Chiaro, Gianluigi Patruno, titolare di una palestra a Corato, e Savino Zagaria, ex cognato dell'ex pm Antonio Savasta, tutti al centro delle dichiarazioni rese da D'Introno.
Alla sbarra anche l'avvocato del Foro di Bari, Simona Cuomo, la cui figura è diventata centrale nell'ultima udienza preliminare: infatti Nardi ha scelto, anche in questa occasione, di non parlare poiché colto in contropiede dall'esame della posizione del legale, che aveva dichiarato di non conoscere Nardi se non attraverso la mediazione di D'Introno, ma che poi è stato dimostrato, da atti prodotti da Di Chiaro, che lo avesse conosciuto molto tempo prima.
Nel processo contro Nardi, ed altri imputati, D'Introno sarà parte civile pur restando indagato per associazione per delinquere. La richiesta di costituzione parte civile è pervenuta anche dall'imprenditore coratino Paolo Tarantini, vittima, secondo l'accusa, di una stangata da 400.000 euro per cancellare una falsa indagine per reati fiscali.
Rito abbreviato, invece, per il già citato Savasta, per un altro ex magistrato del Tribunale di Trani, Luigi Scimè, tuttora in servizio in altra sede, per l'imprenditore barlettano Luigi D'Agostino e due avvocati del foro di Trani, Giacomo Ragno e Ruggiero Sfrecola.
