«Quell'accordo va chiarito ed applicato, facendo fare gli investimenti previsti, dalla copertura dei parchi, che mi sembra stia andando avanti, all'utilizzo delle migliori tecnologie per abbattere drasticamente le emissioni e tutelare la condizione di vita e di lavoro sia dentro, sia fuori quella fabbrica».
Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ieri a Trani, al cinema Impero, in occasione della festa nazionale del sindacato pensionati della confederazione.
Landini, tornato in quella Puglia in cui a gennaio era stato eletto al vertice del sindacato, all'esito del congresso di Bari, prima del suo intervento alla manifestazione, fra gli altri temi sollecitati dai cronisti, è tornato ad affrontare quelli legati alla ex Ilva di Taranto, dove conciliare lavoro e salute appare sempre più complicato.
Come è noto, adesso Arcelor Mittal ha un problema anche con l'indotto, tanto che duecento lavoratori delle pulizie industriali rischiano il posto. Oggi c'è una task force lavoro sul punto, mentre consiglieri comunali tarantini affermano che le scuole del Tamburi non siano più sicure.
«Sulla questione degli appalti - chiarisce Landini - è aperta tutta una discussione che riguarda anche la nostra contrarietà al cambio dei contratti che oggi vogliono fare. Qui c'è un problema sia di rispettare i diritti nel cambio degli appalti e garantire l'occupazione, ma anche applicare i contratti che siano più vantaggiosi per le persone che lavorano dentro quell'azienda. Ma questa - aggiunge - è una questione più generale, perché a livello nazionale, come è noto, noi stiamo chiedendo al Governo di mettere mano allo sblocca cantieri. Lo sblocca cantieri, per come è stato fatto, non va bene: bisogna ridurre la possibilità di subappaltare il lavoro e, soprattutto, cancellare la norma che prevede la logica del massimo ribasso nel caso degli appalti».
E fare partire i cantieri, sempre secondo quanto sostiene Landini, «significa tutelare la salute e la sicurezza perché, purtroppo, si continua a morire sul lavoro e c'è bisogno di fare un investimento serio sulla prevenzione. E questo vuole anche dire - pone il risalto il numero uno di Cgil - aumentare le assunzioni nell'Ispettorato del lavoro e ridare un ruolo ai servizi di medicina del lavoro sui territori».
Quanto alla manovra finanziaria, «io mi aspetto che la riduzione delle tasse sul lavoro dipendente e sui pensionati migliori ponendo più risorse - auspica Landini -. Bisogna, in questo senso, dare un chiaro indirizzo perché aumentare il netto in busta paga per i lavoratori e per i pensionati vuol dire ridare fiducia e, soprattutto, rialimentare i consumi e fare ripartire l'economia».
Landini si è soffermato, infine, sul lavoro che non c'è: «Per crearlo - conclude - serve fare partire un piano straordinario di investimenti sia nel Mezzogiorno, sia per l'ambiente. Come? Sbloccando ciò che c'è da sbloccare e, soprattutto, mettendo a disposizione investimenti veri. Per questo serve una lotta all'evasione fiscale senza quartiere, anche più di quello che è stato indicato fino ad adesso, perché non è accettabile che in questo Paese da un lato il 94 per cento delle entrate dell'Irpef le paghino i lavoratori dipendenti e pensionati, e dall'altro siamo un Paese che ha 109 miliardi di evasione fiscale. Per questo - ammonisce il segretario della Cgil -, va fatta anche una rimodulazione della tassazione perché, ad esempio, non ha senso che la percentuale di tassazione sui profitti delle imprese sia più bassa delle tasse che pagano i lavoratori sul lavoro: queste contraddizioni vanno assolutamente risanate».
L'auspicio finale è che «questo Paese migliori sia per i vecchi, sia per i giovani. E credo - conclude Landini - ci siano tutte le condizioni per farlo se, al centro, tornano ad esserci la persona e la giustizia sociale, e non semplicemente il mercato».






