Con quello che, a scadenze non troppo lontane fra loro, accade nella società partecipata di Amiu spa è semplice comprendere che l’azienda non è gestita come vorrebbero i cittadini.
In questa gestione, non condivisa da molti, ho scoperto un ulteriore abuso che si continua a perpetrare; infatti, si sta usando l’isola ecologica come centrale per la raccolta dei rifiuti indifferenziati e differenziati, facendo perdere il vero concetto di “isola ecologica”. Questa pratica è vietata per legge ed allora perchè non scaricare i rifiuti, avendo questa necessità, presso la vecchia sede, liberata ormai da tutti i mezzi e gli uffici? Perchè non parcheggiare i containers colmi di rifiuti nei capannoni della vecchia sede ed evitare, così, lo sversamento di percolato che si produce, maggiormente, con le piogge, non avendo l’isola ecologica una copertura? Spesso l’odore sgradevole e nauseabondo, in quell’area è insopportabile per coloro che ci vivono. Non affannatevi a pulire ed eliminare le tracce di ciò che non si dovrebbe fare, perchè i cittadini e chi per loro vi controllano, come, d'altronde, è giusto che sia.
Con questa lettera aperta chiedo all’amministratore unico ed a chi ha la responsabilita della sicurezza in Amiu spa di fermare questa cattiva pratica che rende difficile vivere, abitare, nonchè lavorare nei pressi dell’isola ecologica (via Finanzieri). Non chiediamo altro che il rispetto dell’ambiente e della vita.
Con la nuova gestione riscontriamo lo spostamento della sede di Amiu in un punto molto distante dalla città: sul trasferimento degli uffici nulla da dire, ma perchè spostare il deposito dei mezzi? Perchè far fare un tragitto notevole ai mezzi vetusti e peggiorare la loro situazione già compromessa, con uno spreco di carburante maggiore? Sappiamo che i mezzi non corrispondono ai canoni di sicurezza, ma, forse, non tutti sanno che prima di quest’ultimo incidente ce ne sono stati almeno altri due, ma nulla è trapelato, hanno preferito tenere tutti all’oscuro.
Certamente non potete nascondere, anche, i cassonetti, che rappresentano un pericolo costante, la maggior parte sono in condizioni disastrose e diventano così un pericolo, non solo per i dipendenti che si trovano direttamente a maneggiarli, ma soprattutto per i cittadini, che possono trovarsi, incosapevolmente, difronte ad un cassonetto rotto, con lamiere taglienti e coperchi non agganciati.
Sicura che la sensibilità che cercate di dimostrare non resti prigioniera delle vostre parole, chiediamo il ripristino di una situazione che affondi, finalmente, le radici nella legittimità e nella trasparenza, offrendo alla città un ambiente salubre e vivibile. Se non si agirà come, giustamente richiesto, si procederà a trasmettere il tutto agli organi competenti.
Anna Maria Barresi - Consigliere comunale e componente dell’Ufficio di presidenza di “Italia in Comune”


