La 19ma edizione dei Dialoghi di Trani non ha ancora un tema e nemmeno una data. Anzi, potrebbe anche non tenersi.
È quanto è emerso dall'intervento conclusivo del direttore artistico, Rosanna Gaeta, a suggello del 18mo festival culturale e letterario, tenutosi dal 17 al 22 settembre a Palazzo Beltrani ed altri luoghi della città, nonché di Andria.
Un «non annuncio» a sorpresa, e per molti versi fortemente preoccupante soprattutto tenendo conto del fatto che i Dialoghi di Trani potrebbero non essere più i Dialoghi di Trani e trasferirsi altrove.
Probabilmente si tratta di una provocazione, magari uno stimolo a smuovere determinate coscienze, ma è anche vero che mai, prima d'ora, gli organizzatori della manifestazione erano stati così chiari nel manifestare disagi, perplessità e problemi che, allo stato, sembrano difficili da risolvere.
La realtà è che i Dialoghi di Trani sono divenuti nel tempo una manifestazione strutturalmente imponente, difficile da affrontare con la pur innegabile professionalità di un piccolo, ma qualificato ed esperto gruppo di lavoro.
Il presidente, Lucia Perrone Capano, il direttore artistico, Rosanna Gaeta, ed ancora da Emilia Cosentino, Fabiola Diana, Milly Corallo, Luciana Friggione e Angela Tannoia sono una squadra affiata da anni, ma La Maria del porto resta un'associazione e portare avanti i Dialoghi di Trani, per quello che sono diventati oggi, richiede un profilo aziendale che ancora non c'è.
Non appare un caso il fatto che, negli ultimi anni, si sia affiancato alla manifestazione il cavaliere Giovanni Pomarico, con la sua Fondazione Megamark, il cui modo di pensare, programmare e agire è certamente di altra natura e tanto bene ha fatto negli ultimi anni ai Dialoghi di Trani con il premio letterario da lui finanziato.
Probabilmente siamo vicini ad un passaggio di consegne proprio in questa direzione, ma se questo dovesse riguardare, anche, la cessione della manifestazione ad un'altra città, sarebbe davvero un dolore indescrivibile: infatti, oltre che avvertire la mancanza dei Dialoghi, si rivivrebbe quanto già accaduto alcuni decenni fa con il premio Nino Palumbo, progressivamente passato nelle mani di un'associazione culturale di Bari e poi addirittura scomparso.
Peraltro, con delibera della Giunta Avantario numero 100 del 28/3/2002, il Comune acquisì la titolarità del premio dalla associazione barese che lo aveva promosso. Da allora, però, c'è stato poco, o forse nulla, a parte un convegno con il figlio dello scrittore tranese organizzato dalla amministrazione Riserbato.
Più ragionevole, invece, che i Dialoghi continuino a Trani, ma tagliando sui costi perché le spese sono aumentate e le entrate diminuite: niente di più probabile, per esempio, che la manifestazione si racchiuda in soli tre giorni, dal venerdì alla domenica.
Nel frattempo, secondo quanto Gaeta riferisce, l'edizione appena andata in archivio ha contato 98 ospiti, 114 eventi, 15 luoghi coinvolti, 23 strutture ricettive impegnate e circa 25.000 presenze.
«Creati e progettati dall’associazione La Maria del porto, il festival vede al lavoro il nostro piccolo gruppo - ha confermato il direttore artistico -, che continua ad essere animato dal desiderio di proseguire il cammino intrapreso, ma deve anche tenere conto di grosse difficoltà».
Nel merito, Gaeta fa sapere che «in questo momento non abbiamo alcuna certezza, tranne quella degli irrisolti problemi economici e di mancati finanziamenti».
