Il problema centrale in merito al futuro incerto dei Dialoghi di Trani sono i finanziamenti. L'organizzazione, vincendo un apposito bando, aveva siglato con la Regione Puglia una convenzione, su scala triennale, che ha garantito alla manifestazione, sulla carta, poco più di 50.000 euro per ciascuno dei festival del 2017, 2018 e 2019.
«In realtà - spiega Rosanna Gaeta -, siamo ancora in attesa del saldo del 2018 e, per quanto riguarda il 2019, non abbiamo ricevuto né l'acconto, né ovviamente il saldo. Abbiamo tantissimi pagamenti in sospeso perché la Regione va a rilento, ma nel frattempo abbiamo dovuto accendere un mutuo con Banca prossima, con i relativi interessi a nostro carico».
Ma c'è di più. I dialoghi di Trani hanno anche dei partner affiliati, fra cui i comuni di Andria, Bisceglie, Corato e Barletta, che hanno siglato anche in questo caso un accordo con l'organizzazione. «Tuttavia, tranne Andria - fa sapere Gaeta -, gli altri comuni si sono sfilati e, così, sono venuti meno i loro finanziamenti».
Anche per quanto riguarda il Comune di Trani, partner associato, quest'anno l'impegno di spesa è solo sulla carta, ma non è stato ancora né quantificato, né formalizzato, né liquidato.
Nei prossimi giorni una delegazione della Maria del porto sarà in Regione per chiedere di sbloccare al più presto la situazione di stallo, che può determinare conseguenze a cascata e, soprattutto, bloccare i futuri Dialoghi di Trani: «Di certo - conclude Rosanna Gaeta -, in questo scenario di precarietà, diventa davvero difficile immaginare una 19esima edizione dei Dialoghi di Trani esattamente uguale a quelle che abbiamo realizzato in passato e fino a ieri».
