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La passione per la radio diventa un libro: l'autore di Trani, Luigi Lupo, nelle librerie con il suo "Podcasting"

Il giovane tranese Luigi Lupo è autore del libo “Podcasting. La radio di contenuto ritorna sul web” di Meltemi editore. Nel suo lavoro, pubblicato il 10 ottobre 2019, analizza come si è giunti all’esplosione di questa nuova tecnologia che porta molti a parlare di “età dell’oro dei podcast”. E anche in Italia, dopo la sua diffusione a livello internazionale, questo nuovo modo di usufruire dei contenuti sta spopolando non soltanto tra i giovani.

Nonostante vengano riportati dati e informazioni dettagliate, il libro appare di lettura scorrevole, un valido riferimento sia per gli addetti ai lavori, sia per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al complesso mondo del podcasting. Di seguito l’intervista all’autore, pubblicata sul nuovo numero de Il Giornale di Trani che riportiamo di seguito.

 

Come mai hai scelto di scrivere un libro sul podcasting?

La scelta parte da una tesi del corso magistrale in Comunicazione e cultura dei media dell’Università di Torino. Trattare il podcast per me significa approfondire una forma di giornalismo che sta prendendo piede in Italia, dopo il successo in America, ed è stato un modo per trattare un tema a me caro: la radio.

A proposito di giornalismo, com’è cambiato questo settore con i podcast?

Non c’è stato un grande cambiamento, perché il podcast può considerarsi come una forma in più nella narrazione. Ma questa tecnologia riesce ad estrapolare aspetti dell’attualità e a raccontarli in maniera rallentata, a differenza della narrazione online. Il podcast tratta anche l’informazione quotidiana, ma i temi che si legano di più al radio-documentario sono quelli che sviluppano argomenti più ampi.

Nel capitolo dedicato alle web radio, scrivi che è più facile crearle che diffonderle perché spesso mancano le agevolazioni. In che senso?

A livello tecnologico e tecnico è facile crearle, mentre la diffusione dipende dalla presenza, ad esempio, della banda larga. Ora ci sono dei portali che permettono di trasmettere online con molta più facilità e di creare podcast. Una web radio va promossa in maniera tale che nell’ampio numero di offerte riesca ad emergere. Ecco da dove nasce la difficoltà di diffusione. Il podcast permette un’ampia libertà di espressione perché vengono usati come strumento anche per blogger e non giornalisti perché è facile costruirli, ma c’è ovviamente un divario tra professionisti e chi lo fa per diletto.

In questa relazione tra podcast e web radio ci sono dei vantaggi dell’uno rispetto all’altro?

Sì, perché i modi di fruire i prodotti, come la musica, sono cambiati. La web radio trasmette in diretta e c’è bisogno di essere collegati in quel preciso momento, mentre il podcast si può ascoltare dove e quando si vuole, ad esempio si può interrompere l’ascolto. Con i podcast c’è, quindi, una fruizione più libera dei palinsesti.

Gli argomenti più diffusi dei podcast?

Le ultime statistiche dicono che in Italia al primo posto c’è il business, formazione e crescita personale. Ma c’è un’ampia fetta di contenuti che riprende casi di cronaca scomparsi dal tam tam quotidiano. Addirittura, adesso si stanno trasponendo le narrazioni del podcast in serie tv.

Ultimamente i podcast si stanno diffondendo in larga misura. Secondo te tra qualche anno questa tecnologia continuerà ad essere apprezzata?

Le previsioni dicono di sì. Nel 2020 si prevede a livello internazionale un numero altissimo di introiti economici. I colossi del web stanno investendo tanto nel settore. Apple dall’inizio ha ospitato i podcast su I-Tunes e adesso sta pensando di creare proprio un Apple Podcast; e anche Spotify si sta muovendo in questo settore. Questi investimenti fanno capire che è prevista un’importante crescita. Penso che questo ritorno dell’audio non si fermerà perché siamo saturi di immagini sui social e la fruizione delle notizie sul web non è sempre allineata alla qualità.

A proposito di qualità, nei podcast c’è il rischio di divulgare fake news come accade online?

Direi di no. Perché l’informazione sul web è fatta per correre: per questo l’obiettivo delle fake news è che esse diventino virali. Il podcast, invece, ha un altro metodo di realizzazione e di inchiesta sui fatti. Quindi non può essere coinvolto in questa diffusione virale di notizie false o bufale perché ha una costruzione lenta: i suoi argomenti possono essere ascoltati anche dopo tempo.    


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