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Carcere di Trani, gli agenti di Polizia penitenziaria disertano la mensa: «Siamo sempre meno, ma il carico di lavoro aumenta»

«Organico sottodimensionato e carente gestione dei servizi». Per questi motivi gli agenti della Polizia penitenziaria aderenti alla Federazione sindacati autonomi del Coordinamento nazionale di categoria, a partire da domani, lunedì 21 ottobre, saranno in stato di agitazione e si asterranno dalla mensa di servizio.

A comunicarlo è il dirigente nazionale del Cnpp, Fedele Ruggiero Pastore, in una nota inviata al direttore degli istituti penali di Trani, Giuseppe Altomare, ed alle massime autorità dell'amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata.

«La nota carenza di risorse umane - si legge nel documento - e nel contempo l'ampliamento delle attività a favore dei detenuti, non ha fatto altro che rendere il lavoro del poliziotto penitenziario difficile e umanamente impossibile sia per l'eccessivo carico di lavoro, dovendo la stessa unità occuparsi di più posti di servizio, sia per i rischi derivanti dalla scarsa sicurezza».

Secondo quanto fa sapere il Cnpp, «soprattutto nei turni serali e notturni l'attività lavorativa è assicurata da poche unità rispetto all'entità numerica della popolazione detenuta, il servizio è predisposto con accorpamenti e/o soppressioni di posti di servizio, ed carico di lavoro grava di conseguenza su un numero estremamente ridotto di unità di polizia penitenziaria, in contrapposizione alla vigente organizzazione del lavoro».

Pastore pone in risalto soprattutto i problemi del personale del ruolo esecutivo, «che ormai opera da tempo al di sotto dei livelli minimi di sicurezza, e ciò incide notevolmente sul carico di lavoro delle poche risorse umane disponibili, che si riducono sempre più in vista del passaggio ai ruoli superiori legato al riordino delle carriere, nonché dei continui pensionamenti».

Infatti, l'età media del personale è aumentata e, con essa, «lievita la stanchezza - sottolineano gli agenti in stato di agitazione - e tale organizzazione dei servizi espone il personale ad evidenti rischi di errore, che potrebbero avere quale conseguenza l'avvio di procedimenti disciplinari. E tutto questo provoca, tra il personale interessato, un continuo e pressante stress da lavoro correlato, ormai divenuto non più tollerabile».

Che l'organico degli istituti penali di Trani sia sottodimensionato è un dato cristallizzato da tempo, richiamato anche in occasione della recente festa della Polizia penitenziaria tenutasi in biblioteca comunale.

Ciononostante, oggi più che mai tale carenza sarebbe insufficiente rispetto alle reali esigenze, «con ripercussioni sul personale che pure - sottolinea Pastore - con spirito di abnegazione, affronta le sfide quotidiane subendo anche il demansionamento rispetto al ruolo di appartenenza e/o qualifica posseduta: per esempio, ispettori sono costretti a sostituire agenti sui posti di servizio per consentire loro di fruire della mensa».

Queste le altre criticità sollevate: «Il personale non fruisce con regolarità del congedo ordinario; deve prestare il servizio straordinario in violazione alle norme contrattuali, anche senza compenso; è costretto ad accorpamenti continui di più posti di servizio, per esempio più reparti detentivi stavolta disposti su piani diversi; deve sottoporsi a continui cambi di servizio, con eventuale soppressione dei riposi».

Per tutti questi motivi, il personale di polizia penitenziaria aderente al Cnpp ha proclamato lo stato di agitazione e, a decorrere da domani e ad oltranza, l'astensione dalla fruizione della mensa «fino a quando - conclude Pastore - non saranno adottate soluzioni e giunga un tempestivo intervento che eviti che la situazione degeneri, con grave pregiudizio per la sicurezza sia del personale, sia degli stessi detenuti».


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