Marcata stretta dal sindaco, Amedeo Bottaro, e dal Presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, ha visitato dapprima la scuola Papa Giovanni XXIII, chiusa per pericolo di crollo dallo scorso 10 marzo, poi la dirimpettaia De Bello, che potrebbe essere la prossima Papa Giovanni XXIII a patto che superi anch'essa una serie di prove relative all'agibilità.
Tradotto in soldoni, servono tanti denari, e questi sono soltanto due esempi di problemi di edilizia scolastica diffusi su tutto il territorio comunale, e non solo.
Anna Ascani, sottosegretario alla Pubblica istruzione, è scesa nella Bat per visitare alcuni istituti e toccare con mano una realtà da sempre critica e che, a suo dire, lo è diventata ancora di più da oltre un anno: «Come governo ci siamo presi l'impegno di rimettere al centro il tema dell'edilizia scolastica - fa sapere il vice ministro -, che per 15 mesi era stato completamente dimenticato nonostante tanti proclami. Tutto si era bloccato, non c'erano più contatti con le Regioni e tanto meno con i Comuni. Oggi io sono qui perché, a seguito di alcune segnalazioni, siamo andati a vedere direttamente le scuole interessate dalle richieste di finanziamento e ci siamo presi l'impegno di restare in contatto con gli amministratori di questo territorio, perché quelle scuole tornino al più presto alla normalità».
Secondo i dati del dicastero, «ci sono 40mila edifici scolastici e, purtroppo, più della metà hanno bisogno di interventi per la messa in sicurezza. Considerate che è dal 2015-2016 che si sono ripresi i finanziamenti veri e cospicui sull'edilizia scolastica. Abbiamo fatto 2000 interventi da allora, ma tanti altri ci sono da fare su territori che intanto hanno messo in sicurezza bambini e ragazzi, ma che adesso è giusto tornino al più presto alla normalità. È quindi giusto che ci sia un'attenzione anche da parte del Governo centrale per dare una mano a chi amministra i territori».
Non tutti gli istituti, però ricadono sotto l'egida dei Comuni. Ci sono anche quelli superiori che, invece, sono riconducibili alle province che, però, proprio la legge Delrio ha in qualche modo depotenziato . «Ma i bandi di edilizia scolastica sono rivolti anche alle province - risponde Ascani -, e quindi ci rivolgiamo anche a loro quando facciamo i bandi sul Fondo investimenti o sui mutui Bei attraverso le Regioni. Le province non le abbiamo dimenticati, l'Upi è un interlocutore costante, così come l'Anci e le Regioni, e quindi la Delrio non ha cambiato nulla».
Infine al ministro Boccia, venuto a Trani lunedì scorso, all'indomani del voto umbro, affermando che «bisogna avere il coraggio di andare avanti perché questa svolta di governo l'abbiamo voluta tutti insieme», Ascani si allinea precisando che «bisogna andare avanti per fare le cose perché, se L'unico messaggio che passa è quello di una maggioranza litigiosa, è chiaro che cittadini fanno fatica a capire perché siamo al governo».





