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Messa in sicurezza della discarica, Cinquepalmi (Trani a capo) segnala «ritardi, contraddizioni e incompatibilità»

Sono doverose alcune precisazioni in merito alla messa in sicurezza della discarica.
Leggo che “fra gli interventi principali realizzati c’è il Piano di caratterizzazione finanziato dalla Regione Puglia”.

Ci piacerebbe fosse vero.

È di qualche giorno fa il terzo e ultimo sollecito della Regione Puglia che da due anni continua a chiedere al Comune di Trani gli esiti del piano di caratterizzazione a tutt’oggi sconosciuti.
La Regione Puglia in data 2/10/2017 notificava al Comune di Trani una diffida ad avviare le attività esecutive di caratterizzazione ed apertura del cantiere entro il termine perentorio di 90 giorni dalla data di notifica della deliberazione di Giunta Regionale n. 1449 del 25/9/2017.

La Regione, inoltre, ricordava al Comune di Trani che, decorso inutilmente il termine perentorio di 90 giorni avrebbe revocato l’assegnazione delle risorse pari ad € 408.484,96.

Stabiliva ancora che, decorso inutilmente il termine perentorio di 90 gg. la Giunta Regionale avrebbe provveduto all’esercizio del potere sostitutivo entro i successivi 60 giorni per l’avvio delle attività esecutive di caratterizzazione e apertura del cantiere.

Sono trascorsi ben cinque anni da quando la discarica è stata chiusa (2014) e ancora non abbiamo un Piano di Caratterizzazione che serve a definire il tipo, il grado e l’estensione dell’inquinamento del suolo, delle acque sotterranee e superficiali.

Quel che è più grave è che rischiamo di perdere anche il finanziamento di 408 mila Euro.

È paradossale che si proceda ad una gara per la messa in sicurezza della discarica senza che si conosca ancora il reale stato di contaminazione del sottosuolo e delle acque. Non è stato ancora approntato il definitivo ‘Modello Concettuale del Sito’ da cui si dovrebbe comprendere qual è stata la reale causa della contaminazione ambientale.

A distanza di 5 anni i cittadini di Trani non hanno ancora ben compreso cosa sia successo nel sottosuolo della discarica e a quali rischi ambientali sono tutt’oggi esposti. Pertanto, i tanto sbandierati interventi di messa in sicurezza e bonifica rischiano di rappresentare l’ennesima ed inconcludente giostra di consulenze.

Nel frattempo, con il silenzio assordante della stessa Regione, si sono spesi ad oggi 5 milioni di Euro del Fondo post gestione vincolato, per attività ordinarie della discarica, senza che la Regione stessa, quale Ente deputato per legge, dichiarasse ufficialmente chiusa la discarica, e autorizzasse l’utilizzo del fondo vincolato per la gestione della discarica dopo la chiusura.

Questo comporta che, con ogni probabilità, non si possano ancora utilizzare le somme accantonate e vincolate. Ma questa Amministrazione risulta ancora non comprendere queste norme gestionali e persevera nelle autorizzazioni.

Anche in merito alla gara per la messa in sicurezza della discarica, nonostante tutti i dubbi manifestati, abbiamo segnalato l’incompatibilità del Dirigente dell’Area urbanistica del Comune di Trani, Arch. Gianferrini, quale membro della commissione della gara giudicatrice, per profili di incompatibilità ai sensi dell’art. 77 c. 4 Codice degli Appalti.

L’Arch. Gianferrini, Dirigente, rappresenta la stazione appaltante che, ai sensi dell’art. 32 c. 5 del Codice degli Appalti, nell’iter procedurale approva i risultati della Commissione giudicatrice ragion per cui non potrebbe farne parte.

Tale nostra richiesta, condivisa dal Segretario Generale del Comune, il cui fine è di evitare di incorrere in costosi contenziosi e mettere a rischio il buon fine del finanziamento regionale è rimasta a tutt’oggi priva di riscontro.

E tutto questo, mentre la discarica continua a sputare Nichel, Solfati e chissà che altro dai punti di rottura non ancora univocamente individuati.

Maria Grazia Cinquepalmi (consigliere comunale Trani a capo)


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