Sabato 30 novembre alle 18 nel laboratorio di cardiologia narrativa in corso Vittorio Emanuele II n.39 Vittorio Tolomeo presenta il primo dei suoi racconti su Trani, la sua storia e i suoi protagonisti.
Gli spaghetti alla “San Giuannin”, detto anche piatto della felicità, è uno dei piatti popolari della nostra cucina, a cui i marchigiani hanno opposto (orrore) il loro celebre Brodetto con alici e cavolfiore viola. Tutto questo ha generato una disputa insanabile di cui abbiamo cercato di saperne di più.
Nella nostra ricerca ci siamo spinti in quello che Albert Einstein definiva un paradosso temporale, ovvero la possibilità di viaggiare avanti ed indietro attraverso il tempo in violazione al principio di causalità, e piano piano ci siamo imbattuti ora in canoni del Concilio tridentino, e ora nei Borboni circumnavigando il Regno delle due Sicilie. Abbiamo viaggiato avanti ed indietro non solo nel tempo ma anche nello spazio e da Trani siamo approdati al Louvre, alla Sezione di Arte Navale passando per il Museo Etnografico Pigorini di Roma.
Non contenti abbiamo esteso le nostre ricerche al celebre quartiere della Corricella di Procida dove sono state girate molte scene del film il Postino con Massimo Troisi, e subito dopo, fatto vela verso il Golfo di Gaeta, per poi tornare verso Napoli dove ci siamo scontrati con la camorra, attraversando per primi il Canale di Suez per vedere Rosso.
In questa storia è come se ci fossimo trovati in una stanza buia e fin quando non accendiamo la luce, la realtà si trova in uno stato di sovrapposizione. Ecco perché questa storia nasce da una particolare funzione matematica denominata “funzione d’onda”, il cui scopo è quello di stabilire la probabilità che una particella (o il piatto) si trovi in un posto anziché in un altro, lo scopriremo come se leggessimo un romanzo giallo, quello che in ambito anglosassone è definito Whodunit, giallo deduttivo.
Il fisico Piero Scaruffi sostiene che quella che noi percepiamo come realtà si scopre essere semplicemente una serie di incidenti di percorso. Se crediamo alla fisica quantistica, il mondo e`nelle mani di queste onde di probabilità. Ogni tanto una di queste onde "collassa", e allora, e soltanto allora, le quantità fisiche assumono dei valori osservabili.
