«E no, cara Antenna Sud. Se il conduttore ha fatto passare queste dichiarazioni, il sindaco di Trani no. Non trovo affatto divertente quanto raccontato in televisione in questa trasmissione. La trovo, al contrario, un'uscita di pessimo gusto. Trani e la sua gente meritano rispetto. Mi aspetto in merito una immediata presa di posizione dal direttore di Antenna sud».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, sulla sua pagina Facebook, in merito alla battuta infelice (il video allegato la documenta) del giornalista Vito Prigigallo, commentando Molfetta Trani 4-1 di domenica scorsa.
Il corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno, che da decenni segue con scrupolo il calcio del territorio, in merito allo scenario intorno alla sfida del Poli s'è lasciato sfuggire una considerazione riferita al testo di uno striscione esposto dai tifosi del Molfetta, che neanche si comprende come sia potuto entrare nello stadio.
Il primo cittadino ha mal digerito l'uscita e, da lì, la sua pagina Facebook ha preso a ribollire di commenti tutt'altro che teneri nei confronti del giornalista.
Nel frattempo, all'esterno dello stadio, un gruppo di tifosi organizzati ha anche affisso uno striscione dichiaratamente contro di lui.
Prigigallo, stamani, ha chiarito la sua posizione come segue.
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Intanto, se ho offeso qualcuno per l’aver riportato UN FATTO accaduto durante una partita di calcio che non sia un calcio di rigore, CHIEDO SCUSA. A lei e ai tranesi. Non era mia intenzione offendere alcuno.
Spiego.
Da vent’anni che mi occupo di calcio di provincia, ho provato a raccontare il pallone con metafore e soprattutto attraverso le voci della varia umanità che popola questo mondo straordinario.
Nel commento sulla Gazzetta alla giornata di Eccellenza, ho scritto che Molfetta-Trani è stato uno spot per il calcio. Nel finale della trasmissione di Antenna Sud di cui sono stato ospite ho sottolineato che quella partita e quelle squadre e quei tifosi e quell’arbitro hanno vinto il campionato. Pare che tutto ciò non interessi a nessuno. Ne prendo atto.
Non ho sottolineato la paternità del primo striscione, bensì quella del secondo: Rialzati Albania, toccante. Dalla goliardia alla solidarietà, almeno sugli spalti.
Attorno a Molfetta-Trani se ne stanno raccontando di tutti i colori: ma a me le teorie complottistiche non hanno mai interessato: spetterà ai giudici sportivi stabilire se ci siano state irregolarità o comportamenti in violazione della lealtà sportiva.
Ma con questo non voglio deviare l’attenzione dal “fattaccio”. Forse non ho riflettuto a sufficienza su quali potessero essere le conseguenze di un racconto così atipico. Mi dispiace.
Ma, francamente, ritengo che lei abbia cose un po’ più importanti di cui occuparsi. Quando tornerò a Trani, la inviterò a gustare una frittura di pesce da Pescandalo o una prelibatezza dagli amici Antonio Del Curatolo o Felix Lobasso, per fare ammenda dell’accaduto.
Mi dia atto, tuttavia, gentile avvocato, del fato che qualche anno fa io e i miei colleghi abbiamo dovuto raccontare di una piccozza da pompiere lanciata nel campo dalla gradinata del Poli durante un altro derby.
Io, francamente, preferirei che il calcio fosse sempre gol e striscioni, anche urticanti.
Con simpatia nei suoi confronti e nei confronti della sua splendida città.
Vito Prigigallo

