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Filiera etica contro il caporalato: al via la vendita dei prodotti biologici "Iamme" nei supermercati del Gruppo Megamark

Sono sugli scaffali degli oltre 500 punti vendita del Gruppo Megamark di Trani – leader della distribuzione moderna nel Mezzogiorno – i primi prodotti biologici ‘Iamme’, frutto dell’intesa con l’associazione internazionale anticaporalato NO CAP (impegnata nel promuovere e valorizzare le aziende agricole che rispettano la legalità e i diritti dei lavoratori) e Rete Perlaterra (associazione e rete tra imprese che promuovono pratiche agroecologiche di lavoro della terra).

Cinque, nello specifico, le referenze ‘Iamme’ disponibili nei supermercati a insegna A&O, Dok, Famila, Iperfamila e Sole365 presenti in Puglia, Campania, Molise, Basilicata e Calabria: la passata di pomodoro biologica, i pelati biologici, la salsa di datterino bio, la salsa di ciliegino bio e, in edizione limitata, la salsa di datterino giallo bio.

«Ognuno è artefice della propria vita e può essere protagonista di un cambiamento – ricorda il cavaliere del lavoro Giovanni Pomarico, a capo del Gruppo Megamark -. Noi abbiamo creduto in questo cambiamento, tuttavia adesso saranno i clienti dei supermercati, finalmente liberi di scegliere prodotti etici, a decretare il successo di questa iniziativa, facendoci capire che anche loro desiderano cambiare le cose e contrastare la piaga del caporalato».

Il progetto mira a contrastare il caporalato e il lavoro irregolare nel settore agricolo, garantendo ai produttori un prezzo giusto per i loro prodotti e ai lavoratori il pieno rispetto dei loro diritti, a partire dall’applicazione dei contratti collettivi del lavoro. Nel protocollo il Gruppo Megamark si è impegnato ad acquistare prodotti agricoli etici garantiti dal bollino NoCap, rilasciato alle imprese agricole e di trasformazione dopo apposite verifiche effettuate dagli ispettori dell’Associazione NO CAP e, successivamente, dall’ente di certificazione DQA accreditato presso il Minpaf e Accredia.

«Abbiamo lavorato su un sistema di tracciabilità della filiera – dichiara Yvan Sagnet, a capo dell’associazione NO CAP - per portare sul mercato prodotti che rispettano, oltre che la qualità, anche i diritti dei lavoratori. Purtroppo, se i consumatori non si pongono domande sulla provenienza di alcuni prodotti, continueranno ad alimentare inconsapevolmente un sistema malato e dominato dai caporali».

Il progetto si sta svolgendo in diverse aree del Mezzogiorno, tra le quali la Capitanata in Puglia e il Ragusano in Sicilia, dove un centinaio di lavoratori hanno coltivato e raccolto pomodori biologici, pachino, ciliegino e datterino giallo, poi trasformati in salse, pelati e passate.

«Vedere i primi prodotti biologici a marchio ‘Iamme’ sugli scaffali – spiega Francesco Pomarico, direttore operativo del Gruppo Megamark – è il coronamento di un sogno lungo un anno, il tempo trascorso da quando abbiamo incontrato Yvan Sagnet, condiviso i risvolti etici di questo progetto e avviata l’organizzazione della macchina produttiva e distributiva passando per la selezione delle aziende agricole e di trasformazione più virtuose».

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