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Trani candidata capitale della cultura, lettera aperta del comitato Bene comune: «Bisogna pubblicizzare le fasi di questo progetto»

La candidatura di Trani a Capitale della Cultura del 2021 ci è sembrata, di primo acchito, quando la notizia è stata resa pubblica, una iniziativa piuttosto azzardata; un traguardo ambizioso e complicato da raggiungere nelle difficili condizioni attuali e con i tempi stringenti imposti dal bando - anche per una città bellissima come la nostra.

E tuttavia non ci sfugge che si tratta di una sfida importante da cui la città potrebbe trarre grandi benefici; non solo dall’eventuale esito positivo della partecipazione al bando, ma anche dal semplice coinvolgimento della cittadinanza in una progettualità condivisa, in grado di rinsaldare un senso di comunità che oggi sembra piuttosto smarrito. Un coinvolgimento in cui la gratuità dei contributi, sganciati dall’idea del vantaggio individuale, sia finalizzata a sostenere il progetto nell’interesse collettivo della città.

Ed è questo il motivo per cui, come Comitato Bene Comune, abbiamo deciso di scrivere una lettera aperta al Sindaco, all’Assessore alla Cultura e a tutta l’amministrazione, sollecitandola a rendere quanto più chiari e trasparenti possibile tutti le fasi di questo impegnativo progetto. Rivolgiamo dunque un appello a pubblicizzare ogni informazione che riguardi il processo per la candidatura. 

Ci sarà una chiamata a raccolta del sindaco per invitare tutti i professionisti a mettere a disposizione le proprie competenze? Sarà lanciato un appello pubblico dall’amministrazione per stimolare i soggetti collettivi e i singoli cittadini a dare ciascuno il proprio contributo, mettendo da parte campanilismi e individualismi e riscoprendo un senso di identità e di appartenenza culturale? Quali sono le idee che si vogliono mettere in campo? Quale narrazione si vuole rappresentare? Quale filo comune si pensa di utilizzare per legare i singoli progetti e renderli un insieme coerente con la visone di città che si intende raccontare?

Pensiamo che per perseguire l’obiettivo che questa amministrazione si è prefigurato, evitando che possa risolversi in un mero spot elettorale, si debba lavorare per rinsaldare un comune sentimento di appartenenza e identità culturale su cui costruire in prospettiva una visione di città che vada dalla gestione e condivisione degli spazi comuni, al rilancio delle parti più marginali del territorio, al valorizzare il
paesaggio e l’ambiente, alla costruzione di un rapporto di scambio di competenze e saperi tra cittadini e amministratori. 

Si parla tanto oggi di “modello Matera”, diventata Capitale della Cultura europea nel 2019 grazie ad un lavoro sinergico che ha coinvolto cittadini e talenti creativi locali. Inclusione e accessibilità della cultura sono state le chiavi vincenti che possono rappresentare una strada da seguire per chi oggi si pone lo stesso obiettivo.

Pensiamo ai tanti giovani creativi della nostra città, molti dovuti andare a cercare altrove le occasioni che il nostro territorio non è in grado di offrire. Oggi abbiamo l’opportunità di renderli protagonisti di un percorso che, se per Cultura sapremo intendere una comunità che guarda al suo futuro in un’ottica di rilancio di un patrimonio artistico, ambientale, sociale e quindi culturale, e non solo una vetrina elegante di eventi staccati dal suo territorio, potrà darci grandi soddisfazioni.

E se non riusciremo a centrare l’obiettivo di diventare Capitale della Cultura pazienza; in compenso ci resterà una città che saprà guardarsi in faccia e parlarsi in vista dell’interesse collettivo. E non è poco.

Teresa De Vito, Anna Rossi
Comitato Bene Comune

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