Le leggi regionali non hanno il potere di consentire ai gestori dei lidi balneari di mantenere in piedi le strutture anche oltre la stagione estiva.
Il Consiglio di Stato mette così un punto su una questione particolarmente sentita in Puglia, quello dello smontaggio delle strutture a servizio delle spiagge: anche se sono «precarie» e «amovibili», per mantenerle in piedi è indispensabile ottenere il via libera della Soprintendenza.
I giudici di Palazzo Spada (sentenza 8169/2019, Quinta sezione) hanno così respinto il ricorso di un gestore di un lido di Monopoli cui, in sede di rinnovo dell’autorizzazione, è stato imposto lo smontaggio delle strutture dopo il 31 ottobre, al termine dell’attività stagionale, per poi rimontarle in aprile.
L’imprenditore riteneva che si potesse applicare la legge regionale 17/2016 (quella che consente, appunto, di mantenere i lidi in piedi tutto l’anno), e sosteneva che - trattandosi di un’area vincolata - il nuovo Piano paesaggistico consente sulla costa le strutture balneari e non pone limiti temporali alla loro permanenza.
Il Consiglio di Stato ha tuttavia ricordato che nel 2008 la Corte costituzionale aveva già cassato una legge pugliese di analogo tenore. E questo proprio perché la Regione non ha alcun potere di esprimersi sul mantenimento delle strutture balneari, che ricadono invece nelle competenze del ministero dei Beni culturali.
«L’obbligo di smontaggio stagionale delle strutture - si legge nel provvedimento - non assume affatto carattere eccezionale, che invece deve riconoscersi all’opposta ipotesi del loro mantenimento anche al termine della stagione balneare, proprio in ragione dell’interesse pubblico tutelato, ovvero garantire il paesaggio e la piena visuale del fronte del mare».
La conseguenza è che la legge regionale del 2016, nei fatti, non serve assolutamente a nulla, perché gioca in un campo in cui non può entrare. L’unica possibilità per mantenere le strutture tutto l’anno è l’ottenimento di una autorizzazione paesaggistica da parte delle Soprintendenze. Autorizzazione che, in Puglia, non viene mai rilasciata.
La sentenza del Consiglio di Stato potrebbe diventare di riferimento nel caso delle concessioni demaniali rilasciate dal Comune di Trani in favore di altrettanti gestori di spiagge libere con servizi.
Alcune di queste hanno mantenuto montate le loro strutture, almeno in parte, anche nella stagione invernale, in forza della vigenza della concessione.
Tutto questo ha costituito un'alterazione dell'aspetto paesaggistico che ha sollevato, anche, alcune prese di posizione da parte della politica locale.
(fonte, La Gazzetta del Mezzogiorno)
