«La strada è in salita ma siamo convinti del progetto a prescindere dal risultato finale: stiamo scrivendo il piano strategico della cultura della nostra città che porti ad un idea di sviluppo economico e sociale». Così il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, questa mattina durante la presentazione della candidatura della città a capitale della cultura 2021.
L’idea che sarà alla base del dossier è il “convivio”, ovvero la convivenza di culture, generazioni e religioni diverse. «Ragionando su questo tema il riferimento principale è stata l'omonima opera di Dante Alighieri scritta in volgare per poter essere compresa da tutti, in opposizione all’idea culturale più elitaria di Federico II. In questo modo uniamo la candidatura del territorio della provincia con i grandi riferimenti nazionali. Ovviamente non possiamo puntare soltanto sulla Cattedrale o sulle altre bellezze architettoniche della Barletta-Andria-Trani perché non è sufficiente».
Tanto entusiasmo da parte del primo cittadino che spera di portare Trani tra le prime dieci candidate su 44 città. E chiede a tutti l’apporto di idee originali che saranno inserite nel dossier: «Chiediamo l’apporto di idee di chiunque entro il 20 febbraio alle ore 23.59. Non nego che speriamo anche nella forza economica dei privati proprio come successo con Parma (capitale della cultura 2020, ndr)».
Presente anche il presidente della Provincia Barletta-Andria-Trani: «È una sfida molto importante - ha detto Bernardo Lodispoto - e sono ottimista sul risultato, anche se è stato un percorso non facile». Il riferimento, su tutti, è stata la candidatura, poi ritirata, della città di Barletta. «C’è stato il passo indietro del sindaco Cannito perché si dia un cambio di rotta alla provincia. Dobbiamo dare un’idea di collegialità, senza differenze politiche. Il mio impegno è quello di rilanciare tutto il territorio».




