Intorno alle 19 la situazione al carcere di Trani è tornata sotto controllo. Lo si è appreso da fonti vicine alla Polizia penitenziaria, dopo il duro lavoro servito per arginare la protesta dei detenuti, che hanno richiesto a gran voce indulto e amnistia nel solco di quanto sta accadendo anche nel resto del paese.
L'emergenza coronavirus ha inevitabilmente innescato una serie di reazioni ben al di là del problema di partenza, che era quello di richiedere il rispetto alla diritto di incontrarsi con i familiari dopo le restrizioni imposte dal presidente del Consiglio dei Ministri.
Dopo i tafferugli di ieri sera, sedati in poco più di due ore, oggi pomeriggio al carcere di Trani era veramente scoppiata la rivolta: detenuti sul tetto e fiamme da un'ala dell'edificio avevano reso la situazione particolarmente complicata, al punto che oltre i vigili del fuoco, erano arrivati sul posto anche forze dell'ordine in assetto antisommossa e, dall'alto, un elicottero della polizia a sorvolare la zona.
Inoltre, dodici unità di polizia locale a supporto e, sul posto, anche il sindaco Amedeo Bottaro.
Chiusa l'uscita Trani nord della statale 16, in direzione Foggia, e chiuso d'urgenza un tratto della Trani-Andria nel tentativo di isolare la porzione di territorio intorno all’area della casa di reclusione.






