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Coronavirus, l'impennata dei casi non ferma gli scorretti. Bottaro: «Sanzionati quattro baristi per vendita di dolci con saracinesche semichiuse»

Nonostante l’aumento dei casi, c’è ancora una eccessiva sottovalutazione del problema del contagio. Il virus è aggressivo ed invisibile e sta colpendo indistintamente. Se noi adottiamo comportamenti irresponsabili, diventiamo complici dell’incremento dei casi oltre che potenziali vittime.

Desidero esprimere gratitudine a quei commercianti (la stragrande maggioranza) scrupolosi e attenti che si stanno attenendo alle dure regole imposte dal governo. Ci sono purtroppo esempi al contrario, con protagoniste persone che pensano di essere al di sopra delle regole e soprattutto che pensano di essere immuni al coronavirus.

Questa mattina con la collaborazione degli agenti della polizia di Stato abbiamo sanzionato 4 titolari di bar che vendevano all’interno delle attività (con saracinesche semi abbassate) guantiere di dolci per complici avventori (anche loro sanzionati), il tutto senza alcuna protezione. Allo stesso modo siamo intervenuti in alcuni panifici dove si stavano vendendo prodotti alimentari non consentiti dal DPCM.

I nostri agenti della Polizia Locale hanno anche battuto zone dove si è soliti andare a correre. Stiamo attraversando la fase più delicata dell’emergenza: il tempo per fare attività sportiva tornerà, adesso bisogna limitare le uscite a soli motivi indispensabili.

Chiedo aiuto ai ragazzi che così spesso mi scrivono. Molti di voi escono ancora troppo ed in gruppo, alcuni pensano di essere più furbi dileguandosi all’arrivo delle Forze dell’Ordine. Dovete restare a casa. Non solo perché lo dicono le regole del governo, ma perché è in ballo la vostra vita e quella dei vostri cari. In caso di contagio voi potreste anche non essere colpiti dal virus in forma grave ma altre persone a voi vicine sì. I vostri nonni, i vostri genitori, le persone vulnerabili che avete accanto. Riflettete.

Infine un appello a tutti. Finitela di diffondere, attraverso WhatsApp ed i social, messaggi non veri di presunti contagi in esercizi commerciali e finitela di filmare gli operatori dell’emergenza durante gli interventi. Alimentate disinformazione e stati di paura oltre l’immaginabile. A tal proposito, riprendo un post di uno dei miei “eroi” preferiti, Rino Negrogno.

“Vi prego, con tutto il cuore, di non filmare i nostri interventi per poi pubblicarli sui social. Non lo fate perché mancate di rispetto ai pazienti. Non lo fate perché mancate di rispetto al nostro lavoro, e il nostro lavoro ha a che fare con la vita delle persone. Non lo fate in questo particolare momento storico perché l’unica conseguenza che provoca, il vostro video sbattuto su Facebook, senza alcun elemento utile a spiegare il nostro intervento, è il panico. Io non vengo a filmarvi mentre fate il vostro lavoro e gradirei che non lo facciate voi con me. Non per me, ma per voi, perché un giorno, mentre vi soccorro, qualcuno potrebbe filmarci per poi pubblicare la vostra faccia sofferente su Facebook. Perché io vi vedo mentre mi filmate, mi distrae il vostro telefonino puntato sulla mia testa e sulle mie mani. Potrei sbagliare. Poco fa eravate più telefonini con la telecamera accesa che persone per bene. Bravi. Se non basta la preghiera, ditemelo voi come cazzo posso fare per farvelo capire che non dovete filmare il personale del 118 mentre soccorre”.

Amedeo Bottaro (sindaco)


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