Vorrei fare un appello. E vorrei tanto che questo appello giunga alla persona interessata. Non meno di tre settimane fa è spopolato nel web, specialmente nella pagine e nelle chat della città di Trani, un video che riprendeva in diretta il soccorso a domicilio di un paziente potenzialmente infetto da covid-19: ebbene, la vittima di questo video era mio zio.
Posso capire la paura della popolazione di Trani, che ancora non aveva vissuto in prima linea l'emergenza del coronavirus, ma tu che hai effettuato il video, hai pensato realmente che mio zio avesse portato intenzionalmente il virus nella sua amata città?
Pensi veramente che l'uomo che finalmente aveva raggiunto la pensione, venduto la sua casa di Milano ed era arrivato ad un passo per trascorrere il resto della sua vita nella città del suo cuore, avesse veramente intenzione di infettare la sua Trani?
Mio zio da quel momento ha passato le ultime settimane della sua vita nel reparto di terapia intensiva di Bisceglie, e vuoi sapere una cosa? È stato solo. È stato solo da quando è entrato in ospedale ed è stato solo quando se ne è andato per sempre.
E vuoi sapere un'altra cosa? Probabilmente a fargli compagnia negli ultimi momenti di lucidità che ha avuto, è stato il tuo video. Il tuo video che lo ha denunciato come untore, come colui che ha portato il virus a Trani.
Voglio che tu sappia questo. Perche voglio che tu sappia che hai contribuito alla resa di mio zio.
Sarebbe bastata un po' di solidarietà verso questo momento difficile per alleviare il dolore che già stava attraversando, ed invece no. Il colpo finale sono stati tutti i commenti di questo video, come se fosse stata una caccia alle streghe.
Che questo ci insegni a lottare tutti insieme contro un nemico comune.
Spero che questo appello, zio, ti renda giustizia. Ora riposa in pace sopra il cielo della tua amata Trani. Ti vogliamo bene e non ti dimenticheremo mai.
Tua nipote (lettera firmata)
