La Regione Puglia innalza da 2.000 a 3.500 il numero massimo di pazienti positivi al coronavirus da gestire, e di conseguenza riformula il suo piano sanitario (con un notevole incremento di posti letto) sulla base di questi nuovi numeri in proiezione.
Lo ha detto il governatore, Michele Emiliano, in video conferenza stampa, insieme con i suoi collaboratori Pierluigi Lopalco e Vito Montanaro.
«Solo il 7 per cento dei positivi attuali è in terapia intensiva - ha spiegato Emiliano -, mentre il 55 per cento a casa con sintomi lievi. Eravamo partiti da 54 posti di terapia intensiva, oggi ne abbiamo 173 e ne sono occupati 121».
Secondo il primo piano, «entro il 25 marzo avremmo dovuto avere 2000 casi - ha ricordato Lopalco -, ed invece ne abbiamo 1800. I 2000 li raggiungeremo fra il 3 e 4 aprile ma, alla luce dell'evoluzione del contagio, i 3500 casi del nuovo piano sono una previsione molto cauta, considerando che gli ospedalizzati sono nella misura del 45 per cento, mentre noi preventivavamo oltre il 50 per cento. Peraltro, la curva epidemica dovrebbe cominciare a calare dalla prossima settimana e teniamo anche conto del fatto che i posti letto non sono solo in entrata, ma anche in uscita. E la progressione delle guarigioni ci conforta in tal senso».
Va anche ricordato che tnti tamponi sono risultati negativi e che la puglia, ad oggi, registra il 18 per cento di positivi asintomatici ed il 25 per cento di positivi paucisintomatici.
«Nella prima fase dell'epidemia abbiamo avuto casi legati a ritorni dal nord - ha spiegato a sua volta Montanaro -, mentre oggi si stanno sviluppando soprattutto in residenze per anziani, soggetti purtroppo fragili e quindi molto esposti, ed il talune abitazioni dove già vi è un paziente positivo».
Non è mancata la domanda sulle passeggiate con i figli minori, ed un perplesso Lopalco ha risposto che «è prematuro modificare il quadro delle restrizioni che ci siamo dati. Il calo in Lombardia è solo in Lombardia, ma in Puglia siamo tuttora seduti su una polveriera. Allentare questa attenzione è un grosso rischio: meglio restare in casa».
Per Emiliano, però, «la circolare è solo esplicativa di un quadro già precostituito, ma non deve diventare un pretesto per fare altro e la sua attuazione deve restare circoscritta a casi ristrettissimi».
Nel bollettino regionale mancano all'appello i quattro decessi registrati, da sabato a ieri, nella Bat (l'ultimo a Canosa). E più di un sindaco conferma un sostanziale disallineamento fra i dati in loro possesso e quelli ufficiali dell'ente.
Le autorità regionali confermano che si tratta di un disallineamento ormai in via di superamento. «Nel frattempo i sindaci potranno essere informati eventualmente dai prefetti - ha chiarioto Emiliano -, ma purtroppo più di uno ha fatto dei dati un uso non corretto per il rispetto della riservatezza dei pazienti».
L'ospedale di Canosa di Puglia resta unico punto di riferimento post covid della Bat, cui affluiranno i casi post acuzie trattati a Bisceglie.
