Le festività pasquali sono un momento di riflessione cristiana e di convivialità dove tutta la famiglia si riunisce. Quest'anno, però, a causa del Coronavirus c'è la necessità di rimanere in casa.
Con quale sentimento ci approcciamo alla Santa Pasqua e come possiamo dimostrare il nostro affetto alle persone sole? Lo abbiamo chiesto alla psicologa tranese Luigia Tatiana Porcelli che ci ha spiegato anche le modalità con cui dobbiamo approcciarci agli anziani.
«Nello stato attuale - spiega la dottoressa - gli stati che pervadono l’animo sono di angoscia, tristezza e inquietudine. Spero che la Pasqua possa essere un momento di riflessione e di speranza che tutto possa risolversi presto».
In questo momento particolare, la massima attenzione deve essere riservata agli anziani che si ritrovano soli in casa oppure nelle rsa: «Gli anziani - spiega - potrebbero avvertire in misura maggiore l’isolamento a casa o nelle strutture sanitarie. Dobbiamo considerare, infatti, che prima avevano una routine giornaliera: uscivano di casa, prendevano la circolare, si ritrovavano in piazza o frequentavano i luoghi di ritrovo. Tutto questo adesso non possono più farlo. I familiari devono far sentire la loro vicinanza con chiamate o videochiamate. Ai figli e nipoti consiglio di chiamarli costantemente e quotidianamente senza terrorizzarli. Potrebbero essere refrattari alle regole, perchè il Coronavirus è un nemico invisibile e, quindi, potrebbero non percepire il pericolo. Con toni gentili bisogna dire loro di stare a casa, che questo è un momento passeggero e si tornerà alla normalità».
La psicologa Porcelli ha ricordato anche i servizi che la città di Trani ha messo a disposizione: «Ci sono i servizi come la spesa e farmaci a domicilio a cui gli anziani possono far riferimento. Anteas ha attivato uno sportello di ascolto psicologico gratuito a distanza e l'Auser Trani ha all'attivo l'assistenza telefonica e psicologica gratuita».
Un appello finale della dottoressa agli anziani e ai loro familiari: «Agli anziani dico di coltivare interessi, leggere, vedere un film, pregare, assistere alla messa in tv o alla radio e dedicarsi alle piccole faccende domestiche. I nipoti potrebbero suggerire di guardare la televisioone se c’è un film che loro prediligono. In generale, dico ai familiari di evitare di manifestare gli stati d’animo negativi davanti agli anziani: quando interagiamo con loro, dimostriamoci speranzosi».
