Se non ci fosse stata l'emergenza coronavirus, a partire da oggi avremmo vissuto un ricco programma di eventi per la festa del secolo e mezzo della nostra cara e gloriosa biblioteca comunale. Il 23 aprile 1870 nasceva la Giovanni Bovio e forse, a quel tempo, nessuno si aspettava che sarebbe diventata una delle più longeve e complete biblioteche del Mezzogiorno.
Certo, non ha mancato di vivere momenti difficili, ha peregrinato da una sede all'altra fra mille sofferenze ma è stata sempre una delle più ricche in assoluto del sud e dell'intero Paese.
Soprattutto oggi, dopo essersi finalmente stabilizzata nella sede di Palazzo San Francesco, è una biblioteca che, come poche, fonde mirabilmente passato, presente e futuro, rappresentando l'indiscutibile vertice di una Trani culturale che non si è mai fermata.
Durante questa crisi sanitaria, economica e sociale, sempre più lunga e sfiancante, il Giornale di Trani intende colmare nel suo piccolo il vuoto di una festa che non ci sarà, celebrando sulle proprie pagine i fasti della biblioteca comunale attraverso il racconto della sua storia, dei personaggi che l'hanno attraversata e le testimonianze di tanti protagonisti della vita culturale cittadina che, con la biblioteca comunale Giovanni Bovio, hanno avuto un rapporto privilegiato.
Ciascuno di loro, ricevendo l'invito del Giornale di Trani di raccontare la loro esperienza, non si è fatto pregare e ci ha consegnato pagine molto belle.
Tutto questo sarà sviluppato in uno speciale a puntate, che è cominciato nel numero attualmente in edicola rievocando a grandi linee la storia della biblioteca, da quel provvido 23 aprile di un secolo e mezzo fa ad oggi.
Ma la festa, quella vera, siamo certi sia soltanto rimandata. Questo non certo indimenticabile 2020 dovrebbe lasciare il tempo di celebrare in qualche modo la biblioteca «in biblioteca», ma poi c'è la partita più importante da giocare: la definizione della Capitale italiana della cultura 2021 (molto più probabilmente 2022 alla luce dei continui slittamenti causa emergenza sanitaria).
Trani non potrà non fondare una significativa parte del suo progetto sulla biblioteca comunale Giovanni Bovio, anche e soprattutto in occasione del centocinquantesimo anniversario dalla sua fondazione.
Ma quello che è importante porre in risalto oggi, soprattutto in prospettiva 2021/2022, è la circostanza per cui questa istituzione, oltre la sua storia, possieda anche un taglio di estrema modernità che le sta già consentendo di mantenersi pienamente in linea, se non al di sopra, delle biblioteche nazionali.
E le prospettive appaiono persino più rosee anche grazie a quel milione di finanziamento di cui soltanto una parte sarà destinata a lavori, ma il resto proprio ad accrescere patrimonio e servizi del luogo per eccellenza della cultura dei tranesi, che custodisce migliaia di volumi e, tuttora, rappresenta lo scrigno delle conoscenze e di tanta storia dell'editoria a tutti i livelli, con particolare riferimento alla vastissima produzione letteraria di cui Trani ha potuto fregiarsi nella sua storia.
Ad maiora, cara «nostra» biblioteca comunale Giovanni Bovio.


