"Parlate pure male di me, purché se ne parli"; perciò non li nomineremo, anche perché si nascondono sotto tanti nomi e tanti cupi simboli.
Parliamo piuttosto delle loro ideologie impregnate di odio, divisione, sopraffazione distruzione. Ideologie formatesi nel periodo più buio della moderna storia dell'umanità.
Ideologie che vogliamo morte e sepolte. Che devono essere ricordate soltanto per ringraziare ed onorare chi per configgerle, armi e penne in pugno, ci ha donato il bene più prezioso: la propria vita. Ma ci accorgiamo che quelle ideologie malvagie risorgono dalle proprie ceneri, qua e là per il mondo, anzi ambiscono al dominio di tutto il mondo. No. Noi non ci stiamo.
Non ci stiamo a vedere il nostro fratello in cerca di un modo nuovo, più giusto e rispettoso nei confronti dei propri simili e dell'ambiente, brutalmente massacrato da mani assassine. Non ci stiamo ad assistere passivamente, senza urlare la nostra indignazione, alla persecuzione contro nostri fratelli in cerca di una vita migliore, la cui unica colpa è quella di essere nati in una parte di mondo colma di ricchezze che noi abbiamo depredato e continuiamo a depredare.
Non permetteremo mai che sia messo a tacere quel grido di dolore e di speranza che sgorga spontaneo dal cuore e vola e volerà sempre alto, a tutte le latitudini, sulle sublimi note di EL PUEBLO UNIDO JAMÀ SERÀ VENCIDO o di BELLA CIAO. MAI, fameliche belve che disseminate su questo meraviglioso pianeta il vostro veleno.
MAI. Ce lo chiede Nilde Iotti e Sandro Pertini, Orso e e Cappuccio Rosso. Salvador Allende e il Che. Ce lo chiedono i martiri e gli eroi, di armi e di penna, noti e meno noti, di ogni tempo e di ogni continente.
Siro Sterpellone
