In un silenzio surreale, questa mattina è stato dato l’ultimo salute a Mimmo De Laurentis nel civico cimitero di Trani. A causa del Coronavirus, la città non si è potuta fisicamente stringere intorno al consigliere comunale deceduto dopo una lunga malattia, ma sono state tante le preghiere, i pensieri e i saluti della gente. A rappresentare la città il sindaco Amedeo Bottaro e il presidente del consiglio comunale Fabrizio Ferrante.
Ad officiare il rito funebre è stato don Mimmo De Toma: «La presenza del sindaco è quella di tutta una città che oggi sarebbe stata qui per salutare una persona e un professionista esemplare. Il Signore gli dia la pace riservata ai giusti». La scelta è ricaduta sul Vangelo di Matteo 25,40 dove il Signore, rivolgendosi ai giusti, disse loro: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".
La scelta di questi versi per salutare Mimmo De Laurentis non è stata casuale. A spiegarlo lo stesso sacerdote durante l’omelia: «Questa è la pagina che ci unisce nella comune umanità che ci fa deboli ma ci fa porre al servizio degli altri. Alla domanda su cosa abbiamo fatto della nostra vita, Mimmo ha risposto pienamente sia nella dimensione familiare, sia in quella pubblica. Perché si è sempre messo a disposizione dell'altro quando l'altro ne ha avuto bisogno.
Paolo VI disse che la politica è la più alta forma di carità. Ebbene, chi con le proprie decisioni può portare del pane fa proprio questo, intendendo la politica esclusivamente come servizio. Il dono della vita non ce lo siamo dati noi, ma noi possiamo donare la nostra vita agli altri. E Mimmo ha fatto proprio questi, anteponendo gli altri a se stesso: quando gli altri hanno bussato alla sua porta, lui l'ha sempre aperta. Oggi la testimonianza che ci lascia è donare la nostra vita agli altri così come ha fatto lui».






