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Approvazione del daspo urbano, diverse sigle contrarie al provvedimento: «Mettere sullo stesso piano spacciatori e mendicanti è offensivo»

Sono bastati solo dieci minuti, sottolineiamo dieci minuti ai 25 consiglieri comunali del Comune di Trani per introdurre pochi giorni fa il “Daspo Urbano” nel regolamento di polizia urbana della città senza nessun intervento dei presenti.

È bastata una fugace descrizione dell’assessore competente per introdurre anche nella nostra città un dispositivo presente nei decreti sicurezza di Minniti e rafforzato negli anni successivi dal ministro Salvini che permette agli agenti di Polizia Municipale di multare e vietare l’accesso ad alcune aree centrali della città per chi limita la libera accessibilità e fruizione di infrastrutture di trasporto come strade e ferrovie o scuole e luoghi di culto. 

Sono bastati solo dieci minuti per approvare una delibera che permettere l’allontanamento e il sanzionamento di chi in alcune zone centrali della città si permette di raccogliere questue ed elemosine. In pratica un provvedimento di pura propaganda, che al massimo sposta il problema nelle periferie e che vieta di mostrare il lato sgradevole della povertà nel centro della città vetrina, quello della movida, della Trani “bene”.

In una città che ha vissuto di tutto, dal commissariamento per infiltrazioni mafiose ai disastri ambientali, dall’incriminazione di una moltitudine di politici alla privatizzazione della costa la cosa che mette tutti d’accordo maggioranza e opposizione è l’accanimento nei confronti di coloro i quali non hanno commesso alcun reato ma vivono un forte disagio. La povertà, il disagio e la marginalità vanno combattuti incrementando la spesa per le politiche sociali e dei servizi, aumentando l’offerta di alloggi popolari, attenzionando il fenomeno dell’abbandono scolastico. Mettere sullo stesso piano spacciatori, parcheggiatori abusivi, mendicanti, lavoratori che occupano una stazione o una chiesa è offensivo e disgustoso.

Per chi commette reati esiste già il codice penale, per chi vive di stenti l’amministrazione e l’opposizione si impegnino con politiche serie di sostegno alle fasce meno abbienti invece di approvare misure amministrative inutili il cui scopo è quello di alimentare un clima di odio già molto presente nel paese.

In un lontano passato la politica viveva in osmosi con le associazioni, con i sindacati con i quali si confrontava, elaborava soluzioni o spesso si scontrava permettendo comunque la crescita di tutti i soggetti collettivi. Soprattutto su tematiche sociali, del lavoro o ambientali riteniamo indispensabile la discussione perché in una fase così complessa nessuno ha soluzioni preconfezionate che possano funzionare e l’approvazione del Daspo (e non solo) è figlia della presunzione politica di questa amministrazione di poter fare da soli.

Infine ma non per ultimo, ricordiamo l’articolo 3 della nostra Costituzione a cui certamente tutti dovremo attenerci: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” I decreti sicurezza vanno aboliti e non applicati. 

Vincenzo Ferreri a nome di Anpi Trani, Cgil Trani, Legambiente Trani, Comitato Bene Comune Trani, Libera Trani


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