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Da ieri al via le discoteche all'aperto, la parola ai dj e vocalist tranesi: «La ripresa sarà lenta, ma siamo pronti»

L’ordinanza del governatore Michele Emiliano ha dato l’ok, da ieri 15 giugno, all’intrattenimento danzante all’aperto. Così dopo 3 mesi di chiusura per l’emergenza sanitaria, si potrà tornare a ballare. Felici di questa apertura i gestori dei locali, dj, vocalist e produttori discografici che ritornano così a lavorare.

«Finalmente anche il nostro settore ha riaperto i battenti - ci dice Roberto Lopez, produttore musicale -. Quelli che criticano il mondo dell’intrattenimento e della movida spesso non comprendono che per molti fare musica è un lavoro primario. Già nella fase 2 abbiamo riscontrato gli assembramenti anche nei luoghi pubblici come porto o lungomare. Quindi, perché penalizzare i locali che lavorano di questo? Bloccare la movida significa mandare in down un intero settore. Inoltre, la riapertura delle discoteche all’aperto è una cosa giusta considerando gli investimenti economici che si fanno in Puglia».

«La ripresa sarà lenta - confessa Anita Infante, studentessa e vocalist tranese -. All’inizio tutti avranno voglia di ricominciare, ma bisogna essere coscienti che le cose sono cambiate. La gente che ci segue vuole tornare a ballare, a fare festa e a divertirsi e noi viviamo per far star bene chi si reca nei locali. Per rispettare le regole serve il buon senso delle persone e degli stessi gestori: in molti sono spaventati per le sanzioni, quindi è soprattutto nell’interesse dei titolari non far creare assembramenti, anche se è molto difficile far rispettare le distanze. Già in questo week-end vedremo come andrà».

Questi tre mesi di fermo hanno creato non pochi problemi a chi lavora nel settore della movida: «I mesi di aprile e maggio - continua Anita - sono fondamentali per l’intera stagione perché è il periodo in cui si lavora di più. Speriamo che giugno e luglio rappresentino per tutti la ripresa».

«Gli operatori della movida sono felici per questa ripresa - commenta Crispino Curci, dj e produttore musicale -. La città di Trani era pronta già prima del lockdown ad offrire un servizio di intrattenimento al territorio e ora, con le nuove ordinanze, lo siamo ancora di più. A Trani abbiamo una classe imprenditoriale che ha investito ed è partita quando, invece, altri imprenditori di altre città hanno soltanto protestato. Girando per l’Italia e l’Europa mi sono reso conto di quello che Trani ha e che altrove non c’è. In Puglia il turismo è la leva principale dell’economia: noi siamo pronti, ma tutti, amministrazione compresa, ci devono mettere nelle condizioni di poter lavorare. La stagione si salva solo se chi comanda non ci metta inutilmente i bastoni tra le ruote. Con i miei colleghi – ci spiega – nel periodo del lockdown mi sono confrontato su come gestire il lavoro in futuro e c’è da dire, purtroppo, che il nostro settore è poco tutelato. Noi siamo pronti ad offrire il sano divertimento dopo tre mesi di stop».

 


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