«Il primato turistico di Trani nella Bat è la conseguenza di un'offerta che la città può decisamente ampliare. Per fare un ulteriore salto di qualità non solo si deve puntare sugli eventi, ma anche e soprattutto su una cabina di regia che eviti la frammentazione delle prenotazioni in strutture di altre città: in tanti fanno vacanza a Trani dormendo fuori Trani, ma questo problema si può sicuramente risolvere con una migliore organizzazione sul modello di Rimini e Capri. Di certo, quest'anno si privilegerà la vacanza corta imperniata sul weekend, e Trani è una città perfettamente tagliata su questo».
Così Mimmo Gadaleta, 49 anni, tranese, hotel manager nel gruppo Apulia hotel, catena di alberghi in Puglia e Calabria, dopo un passato con catene a 5 stelle lusso al nord. Il Giornale di Trani torna ad ascoltarlo alla vigilia della riapertura dei confini regionali, snodo cruciale per il rilancio delle attività ricettive nel Paese e, soprattutto in Puglia e a Trani.
Gadaleta non nasconde la soddisfazione per il nuovo primato provinciale delle presenze che Trani ha stabilito nel 2019, ma va anche oltre: «Corato e Ruvo, solo per fare alcuni esempi, sono le sedi dell'accomodation di chi viene in vacanza a Trani ma spesso non trova posto nelle strutture ricettive di questa città. Trani otterrebbe risultati ancora migliori se avesse più offerta e migliore organizzazione in rete. Ciononostante, è sotto gli occhi di tutti che la città sia cresciuta tanto in questi ultimi cinque anni».
Oggi, alla vigilia della riapertura della mobilità interregionale, da una parte si avverte un persistente timore, ma dall'altra c'è tanta voglia di fare le vacanze, anche approfittando del bonus. Secondo Gadaleta, in ogni caso, «la domanda è ancora latente e la gente si sta soprattutto informando. Però non ci saranno le crociere, forse ci saranno soldi pochi soldi da spendere e allora ci si dovrebbe concentrare su città di mare e periodi brevi in città ad interesse culturale come Trani. Sicuramente non si raggiungeranno i numeri degli ultimi anni, ma ci saranno anche meno costi da sostenere».
Intanto, però, nello scorso fine settimana Trani traboccava di persone nell'assenza di eventi, perché ancora non se ne possono organizzare. Eppure erano tutti a Trani soprattutto per concentrarsi nei luoghi della movida: la movida, per il turismo e le attività ricettive, è un vantaggio o un problema? «Per me rimane sempre un vantaggio, ma a patto che si faccia una reservation centralizzata. Serve un ufficio che catalizzi le richieste e le smisti alle varie strutture ricettive. E, se ci sono eventi, in questo si evita di parcellizzare i partecipanti fra Barletta Bisceglie, Corato. Tale struttura si attiverebbe anche per la ristorazione e ogni altro punto di attrazione e, credetemi, questa formula a Rimini e Capir, giusto per fare gli esempi più illustri, è vincente già da tempo».
