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Ex strettoia, adesso il problema è salvare il muro. Bottaro: «Abbiamo il progetto, stiamo dialogando con la Soprintendenza»

«L'impegno che posso assumere è in quello che stiamo già facendo. Abbiamo già le risorse ed abbiamo avviato l'iter per la messa in sicurezza di quel manufatto».

Così il sindaco, Amedeo Bottaro, parlando della messa in sicurezza del muro di cinta di Villa Telesio. Le criticità dell'antico manufatto, vincolato dalla Soprintendenza, sono apparse evidenti alle centinaia di cittadini che, la sera della riapertura della strada, hanno affollato l'ex strettoia di via Pozzo piano compresa fra via De Nicola e via Tolomeo.

La creazione delle due corsie di marcia, ma in questo caso anche e soprattutto dei due marciapiedi, ha consentito a tanti di toccare con mano, nel vero senso della parola, quel muro fatto di tufi sovrastati da una decorazione merlata.

Un muro tanto bello in una foto panoramica, ma che in numerosi punti appare completamente stonacato, rigonfio e prossimo al cedimento.

Tutto questo perché il muro ha sofferto notevolmente i problemi della vetustà e i danni provocati sia dalle vibrazioni del traffico veicolare, sia soprattutto dalle acque meteoriche: queste in particolare, prima che l'ampliamento della strettoia si realizzasse, correvano direttamente al piede del muro, infiltrandosi e indebolendolo progressivamente.

Adesso, con la realizzazione del marciapiede e l'ampliamento della strada, si è realizzata una notevole opera di mitigazione del rischio idrogeologico, ma il muro resta sempre un problema da risolvere e lo è soprattutto adesso che, lungo lo stesso, possono camminarci i pedoni disponendo di un marciapiede.

Lo stesso marciapiede tornerà utile come base per la necessaria messa in sicurezza, ma quando si potrà realizzare? «È di venerdì scorso la comunicazione fatta alla Soprintendenza per ottenere l'autorizzazione ad intervenire - fa sapere Bottaro -, in forza del vincolo diretto che vige su quel muro: appena avremo l'autorizzazione partiranno subito i lavori di messa in sicurezza e penso che dopo l'estate potremo cantierizzare i lavori».

Quanto alla tipologia d'intervento, il progetto è di operare una stonacatura completa del muro, «ma la Soprintendenza deve dirci se lasciare tutto a vista o meno, poiché una parte della muratura è in pietra ed un'altra in tufi. Di certo, le risorse ci sono e noi siamo pronti a partire».

Il parere favorevole all'ampliamento della strada da parte della Soprintendenza, che ha posto il vincolo sulla proprietà gentilizia sulla sinistra (per chi si reca verso il sottovia) era arrivato a novembre 2018.

Nell'attesa che giunga quello per i lavori di messa in sicurezza, va ricordato che anche il progetto preliminare di ampliamento della strada parlava specificatamente di quel muro: «Riversa in un forte stato di degrado - conferma l'autore del progetto, l'architetto Rosario Sarcinelli -, causato da diversi fattori: vetustà del manufatto; scorrimento delle auto a distanza ravvicinata, che implica un'azione corrosiva da parte dei gas di scarico e vibrazione causata dai rumori; azione naturale delle piogge, che dilavano i paramenti e ne svuotano i giunti fra i conci della muratura inficiandone la staticità. Il posizionamento dei marciapiedi ridurrà quel degrado e renderà più facile predisporre un progetto di restauro dell'intero muro di cinta, per preservarlo dalla vetustà inesorabile».


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