“Diritti a scuola: la validità negata” è stato l'argomento delle ultime sedute della sesta commissione regionale, competente in tema di formazione e lavoro.
Infatti, dopo aver profuso energie mentali, economiche e affettive nella fase di preparazione al concorso ed aver sostenuto con profitto la prova, molti docenti sono stati raggiunti da un decreto di esclusione: gli anni di servizio prestati nell'ambito del progetto "diritti a scuola", una misura prestigiosa della regione Puglia risultata efficace nel ridurre la dispersione scolastica, non sono stati ritenuti validi ai fini della anzianità di servizio.
Eppure, in altre occasioni, in maniera contraddittoria, le opinioni valutative erano state ben diverse!
Alla discussione hanno partecipato le organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL, ANIEF e GILDA), il presidente della Task Force regionale in tema di occupazione e l’assessore competente Sebastiano Leo.
L’argomento era piuttosto controverso e scottante tanto che la maggior parte delle forze politiche ha preferito astenersi dal partecipare e, ovviamente, dall’esprimere una opinione nel timore di scontentare questo o quello e di perdere qualche consenso.
Come presidente di quella commissione, ma ancor più come cittadino, non ho voluto ignorare le richieste di chiarimenti provenienti da quanti si erano sentiti discriminati nelle graduatorie di merito del concorso straordinario per le scuole per l'infanzia e le scuole primarie bandito nel 2018.
La risoluzione condivisa con coraggio da tutti i partecipanti è rivolta al Ministro della Istruzione affinché sani una ferita inferta a giovani docenti ed eviti per il futuro interpretazioni unilaterali ed alternanti delle norme da parte degli uffici scolastici regionali, ristabilendo la chiarezza delle norme e risolva la palese disparità di trattamento tra professionisti diidentico valore.
Domenico Santorsola
