Come è possibile che un'opera pubblica anche molto semplice, come la sostituzione di ringhiere su un belvedere stradale, non sia mai partita nonostante la prima aggiudicazione dei lavori sia avvenuta nell'ormai lontano ottobre 2019?
Lo si è compreso solo nei giorni scorsi, a seguito di una nuova determina, la terza sul punto, del dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, che ha revocato la seconda aggiudicazione definitiva e ripristinato, di conseguenza, la prima.
Il riferimento è alla sostituzione della ringhiera fortemente deteriorata sita in via Venezia, angolo lungomare Cristoforo Colombo. I lavori di messa in sicurezza erano stati banditi con un importo a base d'asta di poco più di 22.000 euro.
Si era provveduto ad una procedura negoziata invitando sei operatori economici a presentare un'offerta e, all'esito della gara, i lavori erano stati aggiudicati alla ditta Arteco, di Bisceglie, che aveva offerto il maggiore ribasso del 37,378 per cento, ad un prezzo complessivo di 14.677 euro.
Da quel momento iniziava la formalizzazione dell'aggiudicazione dapprima con la relazione giustificativa sulla congruità dell'offerta, poi con la trasmissione della documentazione finalizzata alla sottoscrizione del contratto di appalto dei lavori.
La ditta, però, pareva non avere presentato la polizza fideiussoria prevista obbligatoriamente dal bando. Il dirigente la intimava a farlo entro il termine perentorio di cinque giorni, ma l'impresa esecutrice neanche era sembrata riscontrare la nota.
A quel punto si determinava la decadenza automatica dell'aggiudicazione definitiva e, di conseguenza, quella in favore del secondo in graduatoria.
I lavori, dunque, venivano affidati alla ditta Camaf, di Andria, che aveva comunicato la propria disponibilità ad eseguirli alle stesse condizioni economiche offerte dal primo classificato.
Adesso, però, nella determinazione pubblicata lo scorso 9 luglio, il nuovo colpo di scena. Infatti la Arteco, con una nota del 15 aprile, aveva dimostrato di avere inoltrato la polizza definitiva per la regolare sottoscrizione del contratto chiedendo, in considerazione della mancata convocazione alla stipula, lo svincolo della garanzia fideiussoria definitiva e l'annullamento della precedente comunicazione errata.
A quel punto si è chiuso il procedimento di diffida nei confronti dell'Arteco e si è avviato quello di revoca della determinazione dirigenziale per l'affidamento dei lavori all'operatore economico secondo classificato: pertanto i lavori saranno regolarmente realizzati dalla Arteco di Bisceglie, esattamente alle stesse condizioni economiche della prima aggiudicazione.
I lavori prevedranno anche la messa in sicurezza delle parti murarie, che formano una struttura unica con la stessa ringhiera.
Il luogo è meta di frequente stazionamento di cittadini anche per la presenza di panchine che si affacciano verso la strada sottostante, consentendo a chiunque di godere di una piacevole vista mare cui, evidentemente, non poteva continuare ad associarsi un potenziale pericolo per l'incolumità pubblica.
